30 Luglio 2021
17:20

Quando ci saranno le altre riforme del governo Draghi: dopo Giustizia tocca a Fisco e Pa

Il governo ha appena dato il via libera alla riforma sulla Giustizia, che finirà nell’Aula della Camera lunedì 1° agosto. Tecnicamente, quindi, la partita non è stata chiusa entro luglio come si era auspicato. E lo stesso vale per le altre riforme strutturali che ci ha chiesto Bruxelles, da realizzare con i fondi del Pnrr: di Fisco e Pubblica amministrazione, infatti, con ogni probabilità si riparlerà solo a settembre.
A cura di Annalisa Girardi

Il governo ha dato il via libera alla riforma della Giustizia proposta dalla ministra Marta Cartabia e passato la palla all'Aula della Camera, che dovrà esprimersi sul testo uscito dal Consiglio dei ministri domenica 1° agosto. Tecnicamente, quindi, la partita non verrà chiusa entro luglio, come si auspicava in un primo momento. E lo stesso vale per le altre riforme strutturali che ci ha chiesto Bruxelles, da realizzare con i fondi del Pnrr: di Fisco e Pubblica amministrazione, infatti, con ogni probabilità si riparlerà solo a settembre.

Il Consiglio dei ministri, infatti, non riuscirà a mettere mano ai dossier sulla concorrenza o alla legge delega in materia fiscale prima della fine dell'estate. Anche se nei mesi scorsi si era parlato di esaminare le questioni nel mese di luglio, ormai è chiaro che saranno affrontate solamente alla ripresa dei lavori in Parlamento. In parte anche a causa delle discussioni su un'altra riforma, quella della Giustizia, che si sono protratte per settimane, con le forze politiche che sono riuscite ad arrivare a un'intesa solamente ieri.

Lo slittamento, comunque, non andrà a pesare sull'arrivo dei finanziamenti europei al nostro Paese: le prime risorse, tra l'altro, dovrebbero arrivare proprio tra la fine di luglio e l'inizio di agosto. Si tratta dei primi 25 miliardi, il 13% del totale destinato al nostro Paese. I versamenti regolari, però, inizieranno con ogni probabilità dall’inizio del 2022, tra fine gennaio e inizio febbraio. A quel punto il governo di Mario Draghi dovrebbe aver avviato le principali riforme contenute all'interno del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Come accaduto sulla Giustizia, sono attesi attriti tra le forze politiche anche per quanto riguarda il Fisco e la Pa. Ci saranno diversi nodi da sciogliere e anche in quel caso è probabile che si vada per le lunghe. Senza contare un'altra riforma di importanza rilevante, specialmente in questa fase di ripartenza: quella degli ammortizzatori sociali. Anche quella era stata promessa dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando, entro il 31 luglio, ma così non è stato.

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