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Pichetto Fratin sul nucleare: “Pronto in Italia nel 2033/34, è scelta politica per il Paese e il futuro”

Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha parlato dell’introduzione del nucleare al Forum in Masseria 2026: “È la discriminante tra rimanere un Paese ricco o fare la decrescita felice”.
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"La scelta politica è per il Paese, per il futuro. Di integrare i nostri sistemi di produzione di energia che sono molto dipendenti dall'estero". Il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, è tornato a parlare del nucleare intervenendo al Forum in Masseria 2026 organizzato da Bruno Vespa e Comin & Partners. Il ministro ha spiegato che è stata fatta un'analisi approfondita e che il disegno di legge ha avuto l'approvazione della Camera e che in questo mese e mezzo dovrebbe essere convertito e diventare legge dello Stato.

Ha spiegato dunque che c’è "un impegno di fare entro fine anno il completamento del quadro normativo con i decreti attuativi" e che i tempi dipendono dalle tecnologie disponibili. "Io dico il 2033-34. Vuol dire come Governo di lavorare per il futuro. È la discriminante tra rimanere un Paese ricco o fare la decrescita felice".

"Abbiamo iniziato due anni fa con un'analisi approfondita – ha chiarito il ministro – utilizzando quella che è un enorme risorsa nazionale, ricordo che siamo dopo la Francia, a livello europeo, il paese che a livello di competenze e come industria, come manifattura, che sta fornendo a tutto il mondo tecnologie e competenze, cervelli. Su questo settore abbiamo presentato un disegno di legge che ha avuto l'approvazione della Camera, adesso in questi questo mese e mezzo, dovrebbe essere convertito, diventando legge dello Stato, e poi c'è un impegno mio, del governo, della presidente del Consiglio Meloni di dare seguito al completamento del quadro normativo, con il quale che vengono definite, essendo materia molto tecnica, i decreti attuativi".

Il ministro ha aggiunto quindi che "un reattore di 300 megawat occupa tre/quattro campi di calcio. Con il fotovoltaico per fare la stessa produzione ci vogliono circa 3mila campi di calcio". A suo dire il nucleare "è un elemento di riequilibrio, produce energia in continuità ed è realistico che al 2040 un valore oltre il 5%, sul 10/15%".

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