Proprio nei giorni di fortissimo maltempo che hanno colpito l'Italia e causato morti, feriti nonché ingentissimi danni econimici ai territori nel Nord, del Centro e del Sud Italia, si è diffusa una notiza che ha parecchio fatto discutere. Avvenire e La Stampa la scorsa settimana hanno spiegato che il governo precedente, in attuazione del programma Italia Sicura creato nel 2014, per finanziare il miliardo e 150 milioni di euro di costi previsti per intervenire sul dissesto idrogeolico, pensò di ricorrere a un prestito della Bei, la Banca europea degli investimenti che concede finanziamenti a tasso agevolato ai Paesi europei. Mancando solo dieci giorni alle elezioni, l'allora premier Paolo Gentiloni non firmò l'intesa tra governo e regioni, pensando di demandare il tutto al proprio successore a Palazzo Chigi.

La struttura ItaliaSicura lavorava ormai da tre anni e in quel lasso di tempo aveva messo a punto un piano dettagliato per gli interventi da approntare Regione per Regione, con tanto di schede dei relativi interventi a uno stanziamento da 1.150 milioni di euro di cui 804 messi a disposizione dalla Bei. A distanza di qualche mese, però, l'esecutivo Conte ha deciso di non dare seguito a quel piano e di rifiutare il finanziamento agevolato della Bei. Secondo il ministro dell'Ambiente Sergio Costa, infatti, "gli interessi sarebbero stati pagati da tutti i cittadini. E quale padre di famiglia, potendo avere soldi in cassa, preferisce indebitarsi con un mutuo? Oltretutto affrontando complesse pratiche di mutuo di difficile gestione".

Il rifiuto del finanziamento della Bei, al netto della risposta del ministro, fa molto discutere perché sicuramente quel "prestito" sarebbe costato di gran lunga meno rispetto all'approvvigionamento di fondi sul mercato attraverso l'emissione di titoli costerebbe circa cinque volte tanto (tasso attuale al 3,47% per i Btp a 10 anni)  rispetto al mutuo agevolato allo 0,7% di interessi erogato dalla Bei. Come spiega La Stampa, "il fabbisogno finanziario sul dissesto dovrebbe essere almeno 1 miliardo l’anno e il bilancio pubblico ne garantisce meno della metà". Non solo, il piano Italia Sicura da un miliardo e 150 milioni di euro, di cui 804 della Bei con mutuo ventennale e rate da 70 milioni di euro l'una, era stato previsto nella legge di bilancio del 2018

La parte principale del piano era destinata a programmi di prevenzione e messa in sicurezza contro frane e alluvioni, in sei regioni del Nord e in cinque del Centro, oltre alla città di Roma. Per la Lombardia erano previsti 120,7 milioni, per l'Emilia Romagna 108, per il Piemonte 101,9, per la Toscana 99,7, per il Veneto 80,7, per il Lazio: 76,7, per le  Marche 42,4, per la Liguria 35,4, per l'Umbria 34,7, per il Friuli Venezia Giulia 33,9, per la Provincia di Bolzano 24, per quella di Trento 16,2,, per la città di Roma 30. Altri 200 milioni, invece, sarebbero stati destinati a progetti per la riparazione di strade, ponti, argini, in collaborazione con Anas, Regioni e Comuni, tutti interventi necessari e che gli enti locali da tempo non riescono a realizzare causa mancanza fondi. Gli ultimi 140 milioni, infine, sarebbero stati destinati alla manutenzione straordinaria dei corsi d'acqua e alla prevenzione dei rischi.