Il tribunale di Locri, in Calabria, ha revocato l'esilio a Mimmo Lucano, facendo decadere il divieto di dimora nei confronti dell’ex sindaco di Riace, da mesi ormai relegato nella vicina Caulonia a causa della misura restrittiva che gli impediva di rientrare in paese. La notizia è stata confermata dal legale dell'ex primo cittadino a Fanpage.it. Il tribunale ha quindi accolto l’istanza dei difensori dell’ex primo cittadino, presentata lunedì scorso, che potrà ora tornare a casa ed abbracciare l’anziano padre di 94 anni, appena rientrato a Riace dopo un ricovero all'ospedale di Catanzaro a causa della leucemia.

Cos'è il divieto di dimora che ha colpito Mimmo Lucano

Il divieto di dimora era il provvedimento emesso dal Tribunale del riesame di Reggio Calabria come misura alternativa agli arresti domiciliari cui Lucano era stato sottoposto nell'ambito dell'inchiesta della procura della Repubblica di Locri sui presunti illeciti nella gestione dell'accoglienza dei migranti, denominata Xenia, in cui è accusato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

Mimmo Lucano a Fanpage.it: "Andrò subito a Riace"

“Andrò a Riace appena avrò la notifica dei Carabinieri. Ho sentito solo il mio avvocato – ha commentato Lucano a Fanpage.it -. Mi sento come qualcuno che ritrova finalmente la libertà dopo lo smarrimento. Non potevo rassegnarmi al fatto di essere lontano dal mio paese, visto che non ho fatto nulla di grave. Non ho rancore e non provo vendetta nei confronti di nessuno. La giustizia farà il suo corso. La prima cosa che farò quando sarò a casa sarà andare da mio padre, oltre ad abbracciare gli immigrati”. Nell'ultimo mese, infatti, tanti erano stati gli appelli per aiutare Lucano a tornare a Riace per assistere il papà 94enne, affetto da una grave forma di leucemia. Tra questi, quello del comitato 11 giugno, che da tempo sostiene l'ex sindaco e che aveva promosso una petizione che ha raccolto oltre 90mila firme.