La Camera ha confermato la fiducia al governo sul Milleproroghe, dando il via libera al decreto con 315 voti a favore, 221 contrari e un astenuto. Dopo l'approvazione finale di Montecitorio, che dovrebbe arrivare entro domani, il testo passerà in Senato. I tempi sono strettissimi: il termine è infatti fissato al 29 febbraio. Alcune norme sono state lasciate invariate dalla Camera, come l'affido temporaneo ad Anas delle concezioni autostradali. In altri casi, invece, sono stati presentati emendamenti che comportano alcune importanti novità. La questione della prescrizione, ultimo terreno di scontro tra le forze di maggioranza, è rimasta al di fuori del decreto.

Tuttavia il lodo Annibali, dalla deputata di Italia Viva Lucia Annibali, che sospende per un anno i provvedimenti in questione contenuti nella riforma Bonafede, è tornato in Aula nelle vesti di ordine del giorno al Milleproroghe. Ciò significa che sarà posto ai voti prima del verdetto finale sul decreto: è stato presentato dai renziani insieme a Enrico Costa, di Forza Italia. Il Milleproroghe è da molti considerato come una specie di Manovra bis, in quanto è passato dagli iniziali 43 articoli e 166 commi ad avere 434 commi, frutto dei vari emendamenti arrivati durante i lavori nelle commissioni. E non ci sono solamente micro provvedimenti, ma anche misure di notevole rilevanza.

Tra le misure più importanti nel Milleproroghe abbiamo visto esserci la questione delle concessioni autostradali, che apre la via alla revoca ad Autostrade per l'Italia. Nell'eventualità, fino all'apertura di un nuovo bando attraverso il quale individuare i nuovi concessionari, le concessioni saranno affidate temporaneamente ad Anas, in modo da non creare un vuoto causato dall'eventuale revoca. Nel Milleproroghe, inoltre, si approva la rc auto familiare, che in sostanza corrisponde a un'estensione della classe di merito più alta a tutti i veicoli dello stesso nucleo. Si è tuttavia apportata una correzione: se si è causa di un sinistro con indennizzo superiore ai 5mila euro, scatterà un malus che può arrivare fino a cinque unità sul mezzo di diversa tipologia rispetto a quello più virtuoso.

Nel decreto è anche prevista la proroga di 12 mesi della Cassa integrazione per quasi 5mila dipendenti dell'ex Ilva di Taranto. A favore sono stati stanziati 19 milioni di euro. Supporto anche per altre aree di aziende in crisi (in Campania e Veneto) con il rinnovo per un anno della cassa integrazione straordinaria. Altre norme prevedono invece maggiori livelli di trasparenza sugli stipendi dei dirigenti della pubblica amministrazione. Queste tornano quindi dopo essere state cancellate a fine 2019, decisione criticata fortemente dall'Autorità anticorruzione.