Continuano gli sbarchi a Lampedusa. La notizia degli ultimi arrivi è stata diffusa dal call center per i migranti Alarm Phone: "Ieri siamo stati contattati da un parente di persone su una barca partita da Zuwarah Libya, con 20 persone incluse molte famiglie. Non siamo riusciti a contattare la barca ma abbiamo informato la Guardia costiera. Oggi il parente ci ha detto che la barca è arrivata a Lampedusa!", ha detto su Twitter l'organizzazione.

È stata una domenica molto calda a Lampedusa, dove si sono contati ben 7 sbarchi: il primo di 15 migranti, un secondo di 11; ieri sera un'altra imbarcazione con oltre 60 migranti a bordo, tra cui donne e bambini, è arrivata autonomamente alla banchina commerciale del porto di Lampedusa, intorno alle 18. Stando a quanto affermano diversi abitanti dell'isola il barcone era nelle vicinanze della costa già da qualche ora. I migranti sono stati aiutati a terra anche da Pietro Bartolo, ex medico del poliambulatorio lampedusano ora parlamentare europeo, arrivato sull'isola siciliana da qualche giorno. Con lui c'era anche il sindaco Totò Martello. I migranti sono stati portati nel centro di accoglienza.

E ancora un'altra imbarcazione con 50 migranti tunisini si era spinta fino all'imboccatura del porto di Lampedusa nel pomeriggio. Il barcone ha sostato qualche minuto davanti al porto a motore spento e poi sono arrivate le motovedette della capitaneria di porto. I migranti sono stati trasbordati e accompagnati al molo Favaloro da dove sono stati trasferiti al centro di accoglienza, che è quasi pieno: attualmente ospita 390 persone, a fronte di una capienza massima di 95 persone. Altri 15 tunisini sono arrivati con un barchino a Porto Empedocle.

Sempre nella giornata di ieri la nave Ocean Viking delle ong Sos Mediterranee e Medici senza frontiere, ha tratto in salvo 176 persone in difficoltà su due distinte imbarcazioni. I primi 74 migranti – tra loro 6 minori – erano a bordo di un gommone soccorso a circa 50 miglia dalle coste dalla Libia. "Esausti dal pericoloso viaggio, sembrano tutti in condizioni stabili", ha twittato Medici senza frontiere. La seconda imbarcazione, soccorsa ieri mattina, aveva 102 persone a bordo: si tratta di un gommone in difficoltà a 40 miglia dalle coste libiche. Tra loro c'erano 12 donne, 4 delle quali incinte, e 9 bambini.

"Migranti e rifugiati non possono essere usati come arma di ricatto. Sono esseri umani. Come ‘sindaco di frontiera' chiedo all'Europa di prendere una posizione chiara e forte in merito al conflitto aperto dalla Turchia contro il popolo curdo ai confini della Siria. Un popolo fiero e partigiano che per anni ha combattuto strenuamente contro l'Isis", ha detto Martello, capofila del progetto ‘Snapshots from the borders', che mette insieme 19 territori di frontiera e 35 partners di 14 paesi europei impegnati sul fronte delle migrazioni. "Questa guerra – ha aggiunto Martello – rischia di creare una nuova ondata di gente con il disperato bisogno di raggiungere l'Europa per mettere in salvo la propria vita. Oggi più che mai, dunque, servono politiche coerenti e condivise che mettano al centro i diritti e la pace".