Due naufragi di migranti in poche ore: morte 19 persone a Lampeduse e altre 19 nell’Egeo

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Naufragio nel Mar Egeo vicino Bodrum: almeno 19 migranti morti dopo l’inseguimento della Guardia costiera turca. Anche a Lampedusa sono stati recuperati i corpi di 19 persone, ma il bilancio potrebbe aggravarsi nelle prossime ore.

È stata un'alba nera per l'Egeo e il Mediterraneo a causa di due naufragi che hanno coinvolto decine di migranti, in entrambi i casi sono stati coinvolti bambini. Il primo naufragio si è verificato al largo di Lampedusa, dove la Guardia costiera italiana ha recuperato una barca alla deriva con 19 morti, molti dei quali per ipotermia.

Il secondo è avvenuto sulla costa di Bodrum, in Turchia. In questo caso la barca si è ribaltata durante un inseguimento della Guardia costiera turca. Il meteo instabile di questi giorni ha avuto un ruolo in queste nuove tragedie del nostro mare.

Naufragio al largo di Lampedusa

Questa notte la Guardia costiera italiana ha intercettato al largo di Lampedusa un barcone era alla deriva con a bordo decine di persone. Cinque persone si trovano in condizioni gravissime al poliambulatorio dell'isola, dove stanno ricevendo le prime cure in attesa del trasferimento in elisoccorso in un'altra struttura. Tra questi c'è anche un bimbo di cinque anni. In totale, come riporta Ansa, cinquantotto persone sono state tratte in salvo sul molo Favarolo.

A bordo del barchino c'erano anche i corpi di diciannove persone morte tutte per ipotermia, fra cui diverse donne. I cadaveri sono stati trasferiti Cimitero Vecchio di Lampedusa. Secondo le prime ricostruzioni, la barca sarebbe partita dalla Libia, ma a causa delle inaspettate condizioni climatiche, estremamente sfavorevoli, avrebbero fatto naufragio a Lampedusa.

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Lampedusa e Bodrum, dove sono avvenuti i due naufragi di oggi

Cinque bambini tra le vittime del naufragio in Turchia

Almeno diciannove persone sono morte nel Mar Egeo, al largo di Bodrum, in Turchia, tra queste cinque erano bambini. Erano migranti che stavano cercando di arrivare in Grecia e che sono naufragati a seguito dell'inseguimento da parte della Guardia costiera turca.

È stata proprio la Guardia costiera a riferire l'episodio, avvenuto mercoledì primo aprile: "il gommone si è rifiutato di fermarsi e ha continuato la sua rotta ad alta velocità", poco dopo si è ribaltato nelle vicinanze di Bodrum. Nonostante l'arrivo delle squadre di soccorso in mare e di un elicottero arrivato dalla vicina città di Izmir, sono stati recuperati diciotto corpi, mentre le persone tratte in salvo sono ventuno. Il bilancio si è poi aggravato, salendo a diciannove deceduti.

Non è ancora noto quante persone fossero effettivamente a bordo del gommone, le vittime potrebbero essere quindi molte di più, e le per squadre di soccorso in queste ore stanno continuando a cercare i corpi.

I migranti sono stati avvistati intorno alle ore 6 del mattino. Il gommone sul quale viaggiavano avrebbe ignorato i ripetuti avvertimenti di fermarsi tentando la fuga a velocità elevata. A causa dell'inseguimento e del mare agitato, però, l'imbarcazione ha iniziato a imbarcare acqua e poco dopo si è capovolta.

Secondo le ricostruzioni, i migranti erano diretti in Grecia, uno dei principali punti di ingresso nell'Unione Europea per persone provenienti dal Medio Oriente e dall'Africa. È ignota al momento la loro nazionalità. Secondo l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, almeno 831 migranti sono morti o risultano dispersi nel Mediterraneo dall'inizio del 2026.

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