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5 Giugno 2022
12:34

Mare Jonio salva 30 persone, evitato nuovo respingimento illegale: libici tentano di ostacolare ong

Alto rischio di nuovi respingimenti illegali da parte della cosiddetta Guardia costiera libica: Mare Jonio riesce a portare termine un’operazione di salvataggio.
A cura di Annalisa Cangemi
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AGGIORNAMENTO: Un nuovo respingimento illegale di migranti stava per verificarsi nel Mediterraneo. L'imbarcazione Mare Jonio riesce a portare in salvo una trentina di migranti, che si trovavano a bordo di una piccola imbarcazione in legno, nonostante la presenza di una motovedetta libica nelle vicinanze. I migranti, ha fatto sapere Mediterranea, sono ora tutti in salvo sulla Mare Jonio: "Siamo riusciti ad impedire la loro cattura e la deportazione dagli orrori da cui scappano".

La Mare Jonio, quando erano ancora in corso le operazioni, aveva denunciato i fatti: "In questo momento nave Mare Jonio sta tentando di impedire l'ennesima violazione della Convenzione di Ginevra da parte delle milizie libiche cosiddette ‘Guardia costiera", aveva scritto su Twitter l'ong, spiegando che l'equipaggio della nave umanitaria era impegnato in un'operazione di soccorso mentre una motovedetta libica "si avvicina a grande velocità, mettendo a rischio la sicurezza delle persone a bordo del target", aveva spiegato la capomissione Vanessa Guidi.

"No alle catture in mare, no pushbacks! La Libia non è un porto sicuro. Libertà per chi fugge dai lager! Forza Mare Jonio", aveva scritto ancora l'organizzazione umanitaria, mentre cercava di impedire che i migranti vengano riportati indietro in Libia, Paese in cui ancora oggi sono violati i diritti umani.

Ieri sera invece è stato evitato un tentativo di respingimento in Libia di 85 persone. I migranti si trovavano a bordo di una barca di legno in difficoltà e, come ha riferito l'ong Sea Watch, "stavano per essere catturate da una motovedetta della cosiddetta Guardia costiera libica, supportata da Malta e da un assetto aereo di Frontex". L'operazione di soccorso è stata portata a termine in stretta collaborazione con Alarm Phone e Mediterranea Saving Humans che ha lanciato un suo rhib (Rigid Hull Inflatable Boat, cioè un battello gonfiabile a chiglia rigida) da Mare Jonio insieme a quelli di Sea Watch3. Adesso a bordo della nave umanitaria ci sono in totale 307 naufraghi.

Nel Mediterraneo è presente anche un'altra nave umanitaria, la Sea-Eye 4, partita ieri da Burriana, in Spagna, per la sua terza missione di salvataggio del 2022. L'imbarcazione dovrebbe raggiungere il mar Mediterraneo centrale giovedì sera. "Dal maggio del 2021 gli equipaggi della Sea Eye 4 hanno salvato più di 1.600 persone dall'annegamento – fanno sapere dalla Ong – da gennaio a fine maggio 2022, l'organizzazione Alarm Phone ha già ricevuto 339 chiamate di soccorso da persone in grave pericolo di vita in mare. Nello stesso periodo del 2021 ci sono state 286 chiamate di soccorso. Nel 2020 erano 225. Più di 700 persone sono morte nel Mediterraneo quest'anno, secondo l'Oim. Nei mesi estivi, in particolare, molte persone hanno cercato di sfuggire alla guerra civile in Libia negli ultimi anni".

"Dobbiamo renderci conto ancora – afferma Gorden Isler, presidente di Sea-Eye – che questo non è uno stato normale. Che ogni giorno le persone chiedono aiuto, che le persone annegano regolarmente e che non esiste un programma europeo di salvataggio in mare che porti le attrezzature necessarie per porre fine alle morti nel Mediterraneo. Gli stati dell'Unione Europea consentono tutto ciò e anche il nuovo governo federale è rimasto finora inattivo".

Proseguono intanto a Lampedusa gli sbarchi. Dopo i 65 approdati ieri, all'alba sono giunti in 87. La prima carretta del mare con 75 persone a bordo, tra cui 10 minori, è stata intercettata a una ventina di miglia dalla costa. Dopo il trasbordo l'imbarcazione è stata lasciata alla deriva. Più piccolo il secondo gruppo giunto dopo: 12 tunisini, tutti uomini, rintracciati dai militari delle Fiamme gialle a circa 2 miglia dall'isola. Per tutti, dopo i primi controlli sanitari al molo Favaloro, è stato disposto il trasferimento nell'hotspot di contrada Imbriacola, dove si trovano adesso oltre 460 ospiti.

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