Secondo il racconto dei superstiti la barca è affondata quando si trovava a poche miglia dalla punta del Salento. In quattro migranti si sono salvati, gli altri sette sarebbero ancora in mare.

Proseguono gli sbarchi autonomi a Lampedusa: nella notte sono arrivati sull’isola, in totale, 108 migranti. Alle 23 circa un barcone con a bordo 92 persone è stato intercettato dalla motovedetta della capitaneria di porto a poche miglia dall’isola. Poi altri 16 migranti sono arrivati direttamente al porto a bordo di un barchino. Permane quindi il problema del sovraffollamento dell’hotspot di Lampedusa, dove si trovano circa 300 persone con una capienza massima, invece, di meno di cento persone. Il problema viene acuito dal fatto che le condizioni meteo sono in peggioramento e il traghetto che dovrebbe trasferire i migranti a Porto Empedocle (per poi andare in altri centri) potrebbe avere difficoltà a partire. Intanto la Guardia costiera tunisina, nelle ultime ore, è riuscita a intercettare altri cinque barchini con a bordo, in totale, circa 75 persone. L'operazione è avvenuta su segnalazione delle autorità italiane che ritengono probabile che questi barchini fantasma stiano cercando di puntare maggiormente su una rotta diversa, quella che dalla Tunisia arriva alle coste siciliane.

Altri sbarchi sono avvenuti nella notte in Calabria. Alla periferia di Brancaleone, nella locride, sono arrivati 41 migranti di nazionalità irachena e iraniana: sono stati intercettati dalla Guardia costiera. Tra i migranti ci sono anche quattro donne e cinque minori, tra cui due bambini di sei anni. I 41 sono arrivati sulle coste calabresi a bordo di una barca a vela di circa 15 metri, intercettata a poche decine di metri dalla riva. Due cittadini ucraini, ritenuti gli scafisti dai carabinieri, sono stati posti in stato di fermo. I 41 migranti sono stati trasferiti in un centro di prima accoglienza a Roccella Ionica.

La situazione della Ocean Viking

Resta in mare, intanto, la Ocean Viking, dopo i quattro diversi soccorsi in mare degli scorsi giorni. Medici senza frontiere sottolinea che 35 migranti (soccorsi su indicazione di Malta) sono stati fatti sbarcare a La Valletta. Ma gli altri (in totale erano 217) sono rimasti a bordo: “È un’altra vergognosa dimostrazione delle disumane politiche migratorie europee. I leader europei stanno usando le persone soccorse come pedine mentre discutono e negoziano ridistribuzioni e ricollocamenti”. Msf evidenzia come sia stato impedito lo sbarco “perfino di un neonato”. “È una presa in giro che l’unica destinazione proposta per queste persone sia stata la Libia – lo stesso paese da cui fuggivano e dove hanno subito trattamenti orribili – in violazione del diritto internazionale”, ricorda anche Msf. Per questo viene nuovamente chiesto un porto sicuro per far sbarcare le 182 persone che si trovano ancora sulla Ocean Viking.