Continuano gli sbarchi a Lampedusa. Nella notte una barca di legno ha raggiunto, autonomamente, il porto, dove è stata intercettata dalla Guardia di finanza. A bordo c’erano 27 persone, secondo quanto comunicato da Mediterranean Hope, tra cui quattro donne e otto bambini. L’imbarcazione, secondo quanto riferiscono le persone arrivate a Lampedusa, sarebbe partita da Zuwara, in Libia: i migranti provengono da Tunisia, Pakistan e Siria. Nelle ore precedenti era arrivato un altro barchino e ieri, in totale, sono sbarcate a Lampedusa 28 persone. Gli sbarchi di queste ore stanno creando problemi di sovraffollamento nell’hotspost dell’isola, che ha una capienza di 95 posti ma ospita circa il doppio delle persone al momento.

Il sindaco di Lampedusa, Salvatore Martello, ha spiegato che le cifre degli sbarchi autonomi sono “identiche a prima, con la differenza che prima non se ne poteva parlare. Nessuno poteva raccontare se c'era o non c'era uno sbarco. Oggi invece gli arrivi vengono comunicati a tutti gli italiani”. I numeri precisi degli sbarchi fantasma, però, non vengono conteggiati: “Abbiamo assistito a una diminuzione delle persone che arrivavano in Italia già nel 2017. Io, però, ho sempre detto che il numero delle imbarcazioni nel 2018 era aumentato rispetto all'anno precedente, mentre il numero delle persone era in continua diminuzione. C'è stata un'assenza dell'informazione nel 2018 e nel 2019. Ora che è cambiato il governo tutti vogliono documentare, tutti vogliono sapere. Ma il problema degli sbarchi è rimasto lo stesso, è uguale a prima”.

Ocean Viking soccorre altri 36 migranti e chiede un porto

Ieri sera la nave Ocean Viking, delle Ong Sos Mediterranee e Medici senza frontiere, ha soccorso altre 36 persone che si trovavano su una barca di legno in acque internazionali. L’operazione è stata coordinata dalle autorità maltesi. Ora a bordo dell’imbarcazione ci sono 218 persone, soccorse negli ultimi giorni. La Ocean Viking ha quindi inviato, sia a Malta che all’Italia, la richiesta di un porto sicuro per poter sbarcare le persone a bordo. L’imbarcazione rifiuta di riportare i migranti in Libia, considerato un porto non sicuro, e attende indicazioni per le 218 persone soccorse in quattro diverse operazioni di salvataggio.

Un migrante ucciso dalla Guardia costiera libica

Intanto la Guardia costiera libica afferma di aver salvato 493 migranti tra il 15 e il 18 settembre. Si tratterebbe di soccorsi avvenuti su sei diversi gommoni. Intanto, però, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) denuncia l’uccisione, da parte della stessa Guardia costiera libica, di un migrante sudanese che stava cercando di attraverso il Mediterraneo per dirigersi in Europa. L’uomo è stato riportato in Libia e ucciso: faceva parte di un gruppo di 100 persone riportate ieri a Tripoli, ma aveva opposto resistenza al ritorno nei centri di detenzione. Secondo l’Oim, quando queste persone hanno iniziato a scappare sono partiti alcuni colpi di arma da fuoco e un proiettile ha colpito l’uomo uccidendolo.