L’hotspot di Lampedusa è pieno. E gli sbarchi continuano. Nulla a che vedere con le Ong e con il possibile cambio di passo del governo sul rapporto con le navi che soccorrono migranti in mare. Ma nelle ultime ore sono stati molti gli sbarchi autonomi nell’isola. Secondo quanto riporta Mediterranean Hope oggi sono arrivati più di cento migranti. A bordo di un barcone di legno c’erano 102 persone che hanno raggiunto da sole Lampedusa: i migranti spiegano di essere partiti dalla Libia almeno tre giorni fa e sono sembrati disidratati e provati dal viaggio. Tra di loro ci sono anche quattro donne incinte. In mattinata a Lampedusa era arrivata un’altra imbarcazione con venti migranti, anche loro approdati nel porto autonomamente. E anche loro sono stati trasferiti nell’hotspot dell’isola, sempre più pieno. Proprio per questo motivo oggi 80 ospiti sono stati trasferiti su un traghetto di linea per andare a Porto Empedocle, da dove saranno smistati in altri centri.

Nell’hotspot di contrada Imbriacola ora ci sono più di 200 migranti, con una capienza massima prevista inferiore ai 100. Ma il numero di ospiti oggi è aumentato sensibilmente, considerando anche che un altro barchino, con a bordo 13 persone, è arrivato questa mattina sull’isola. Il totale di persone arrivate nelle prime due settimane del mese di settembre è di 570, con un aumento che comunque nulla ha a che vedere con l’operato delle Ong, trattandosi di sbarchi di altro tipo.

La situazione della Ocean Viking

In mare, intanto, c’è una Ong che proprio ieri ha soccorso 109 persone in difficoltà: si tratta della Ocean Viking. Che si trova ancora nella zona Sar libica: Sos Mediterranee e Medici senza frontiere hanno ricevuto indicazione di un porto dalla Libia, ma hanno rifiutato ritenendo quello libico un approdo non sicuro. Msf spiega: “Alla richiesta di un porto sicuro per la Ocean Viking, le autorità marittime libiche hanno indicato Khoms, in Libia, per lo sbarco delle 109 persone salvate martedì. La Libia non è un porto sicuro, come più volte stabilito dall’Unhcr. Abbiamo chiesto un altro porto”.

Alarm Phone: in 45 in difficoltà in mare

È di questa mattina la notizia diffusa da Alarm Phone, secondo cui c’è una barca in difficoltà nel Mediterraneo, con a bordo 45 persone. Tra di loro anche una donna incinta che potrebbe aver avuto un aborto: “Siamo in mare da due giorni. Abbiamo bisogno di acqua. Una donna incinta sanguina e forse ha perso il bambino”, è il messaggio inviato dalla barca. Alarm Phone ha spiegato che l’imbarcazione si trova vicino alla Libia e chiede a La Valletta di inviare soccorsi. Poi, in un aggiornamento, Alarm Phone ha ribadito la difficile situazione a bordo: “Hanno detto di essere in mare da due giorni. Una donna incinta sta sanguinando e necessita cure mediche. Non hanno acqua potabile. Un’operazione di soccorso deve essere inviata con urgenza”. Malta ha inviato un elicottero per i naufraghi avvisarti in zona Sar, secondo quanto comunicato da Sea Watch. Ma oltre a monitorare la situazione, la Ong chiede che venga inviata una motovedetta per soccorrere le persone sulla barca.