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Migranti, gli sbarchi calano ma i morti in mare raddoppiano nel 2026: il rapporto Frontex

I dati relativi ai primi quattro mesi del 2026 rilasciati da Frontex, l’agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, parlano di una riduzione dei flussi migratori verso l’Unione europea. Mentre calano gli spostamenti, aumentano però le morti di persone migranti nel Mediterraneo: “Costo umano devastante”.
A cura di Giorgia Olivieri
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Un flusso che non è marea, e i dati lo dimostrano. Il numero di immigrati irregolari che si muovono verso l'Unione europea continua a calare, per ragioni sia politiche che pratiche, mentre il numero di chi muore nel Mediterraneo raddoppia. A raccontarlo è l'ultimo rapporto di Frontex, l'agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, che traccia un bilancio dei flussi migratori irregolari che si dirigono verso l'Europa dall'Africa analizzando le varie rotte. Per il secondo anno di fila il report parla di un fenomeno in calo, in particolare lungo il Mediterraneo centrale e l'Africa occidentale.

I numeri degli sbarchi dei primi quattro mesi del 2026 e le ragioni

Già lo scorso anno Frontex registrava una diminuzione del numero di attraversamenti irregolari dei confini dell'Unione europea. In particolare, nei primi quattro mesi del 2025, le rilevazioni sono scese del 25%, toccando quota 47mila persone. Nello stesso periodo di quest'anno, invece, si registra il 40% di migrazioni in meno sul dato del 2025, per un totale di circa 28500 migranti che hanno cercato di attraversare i confini europei.

Per spiegare questo cambiamento, Frontex parla di una combinazione di diversi fattori: accordi di cooperazione tra Paesi Ue ed extra Ue (come quello tra Spagna, Senegal e Gambia), le misure introdotte dagli Stati chiave sul tema migratorio e le condizioni meteorologiche avverse che hanno sfavorito la navigazione in mare. In particolare quest'ultimo fattore, secondo l'agenzia europea, ha avuto l'impatto più forte e costante dal gennaio di quest'anno sull'andamento dei flussi.

Meno migranti attraversano il Mediterraneo

Fonte: rapporto Frontex 15/05/2026
Fonte: rapporto Frontex 15/05/2026

La tratta del Mediterraneo centrale e quella del Mediterraneo orientale sono le rotte marine più trafficate, ciascuna vale quasi un terzo di tutti i passaggi all'area Ue. La rotta del Mediterraneo centrale rimane quella più percorsa, con circa 8500 arrivi registrati. Nonostante ciò, il numero di sbarchi di chi proviene da questo tragitto è calato del 46% rispetto al 2025. La Libia rimane il punto di partenza principale per chi sceglie di attraversare il Mediterraneo, e, scrive Frontex, "le dinamiche politiche nei Paesi di partenza e di origine, così come le misure preventive adottate dalle autorità libiche, continuano a influenzare i flussi". La maggioranza delle persone che passano per questa rotta vengono dal Bangladesh, dalla Somalia e dal Sudan.

Attraverso il corridoio del Mediterraneo orientale sono passate, tra gennaio e aprile 2026, invece circa 8400 persone, con un calo del 32% rispetto allo stesso periodo del 2025. Anche in quest'area è centrale il ricorso alla rotta che dalla Libia si dirige a Creta. Il Mediterraneo occidentale è stata l'unica area del Mare nostrum a registrare un aumento dei passaggi, con circa 5200 persone che l'anno attraversato, un dato in crescita del 50% rispetto allo stesso periodo preso in analisi nell'anno precedente. L’Algeria è il principale Paese di partenza per chi affronta questo tragitto. Secondo Frontex, l'aumento delle partenze dalle coste algerine "riflette uno spostamento delle rotte dei trafficanti, legato ai controlli più severi in Marocco e lungo le vicine rotte dell’Africa occidentale e del Mediterraneo centrale". Anche i tentativi illegali di uscita dall'Unione europea verso il Regno unito, attraverso la Manica, si sono quasi dimezzati, scendendo a circa 9900 da oltre 18mila nel 2025.

Africa occidentale e Balcani: come cambiano le migrazioni

Il dato più importante è quello dell'area che costeggia l'Africa occidentale, dove Frontex ha registrato il calo più marcato tra tutte le rotte: meno 78% nei primi quattro mesi del 2026 sullo stesso periodo del 2025. Secondo l'agenzia europea, sono state particolarmente incisive le misure preventive introdotte dalla Mauritania dallo scorso anno e i recenti accordi siglati tra Senegal e Gambia in cooperazione con la Spagna. Tuttavia, "le reti di traffico restano adattabili e l’attività su questa rotta è volatile, può quindi cambiare rapidamente al mutare delle condizioni".

La rotta dei Balcani occidentali ha registrato circa 2800 spostamenti, anche qui il dato scende del 19%. Il confine tra la Croazia e la Bosnia-Erzegovina è il principale punto di accesso dalla regione. Lungo la linea che separa i Paesi Ue dagli altri Stati confinanti – una direttrice che include Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia, Ungheria e Romania – sono passate all'incirca 1100 persone, con un calo significativo: -49%. Frontex precisa inoltre che "al confine tra Unione europea e Ucraina gli attraversamenti hanno riguardato principalmente uomini ucraini che cercavano di evitare la legge marziale".

Oltre 1200 morti nel Mediterraneo in quattro mesi: "Costo umano devastante"

Mentre, quindi, le politiche di cooperazione messe in atto tra i Paesi Ue e gli Stati partner nel continente africano sembrano avere effetto sul contenimento dei flussi, nulla riesce a placare la tragedia delle morti nel Mediterraneo. Un costo umano che l'agenzia europea definisce "devastante". Secondo l'Organizzazione internazionale per le migrazioni, in soli quattro mesi oltre 1200 persone sono morte nel Mediterraneo. Un dato più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo del 2025, quando i morti nel nostro mare sono stati 555.

Frontex parla di una responsabilità criminale dietro questo numero: "Le reti criminali di trafficanti continuano a far partire persone per traversate pericolose su imbarcazioni sovraffollate e non idonee alla navigazione, indipendentemente dalle condizioni". Condizioni che inoltre, come abbiamo detto, dall'inizio dell'anno sono state particolarmente avverse a causa del meteo.

L'agenzia europea fa sapere poi che l'instabilità geopolitica in Medio Oriente comporta ulteriori rischi per il quadro migratorio dell'Unione europea, considerando che i conflitti in corso in quell'area hanno causato lo spostamento di un numero massiccio di persone all'interno della regione. La persistente instabilità in Libano, conclude Frontex, "desta particolari preoccupazioni, insieme al rischio di partenze via mare verso Cipro e altre destinazioni del Mediterraneo".

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