Meloni: “Vorrei Salvini ministro dell’Interno e Berlusconi allo Sviluppo Economico”

La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha le idee chiare sulla possibile squadra di governo nel caso in cui sia lei la presidente del Consiglio. Una ipotesi al momento non molto probabile, considerando che il suo partito è il terzo – stando ai sondaggi – in quanto a numero di voti portati all’interno della coalizione del centrodestra. Ma comunque Meloni analizza questa possibile situazione e indica Silvio Berlusconi come ministro dello Sviluppo Economico e Matteo Salvini all’Interno o al Welfare.
“Salvini – dichiara Meloni a Rtl 102.5 – dice che vorrebbe fare il ministro degli Interni e c'è già stato in passato un leghista, Roberto Maroni, che lo ha fatto molto bene ma penso che Salvini potrebbe anche occuparsi del Welfare visto che si è dedicato tanto alla riforma Fornero, che è una vicenda molto complessa”. Per Berlusconi, invece, la Meloni parla di un possibile posto al ministero dell’Economia o allo Sviluppo Economico. “Non si tratterebbe di prendere ordini, ma di fare un gioco di squadra”, aggiunge la presidente di FdI parlando dell’eventualità che Berlusconi debba prendere ordini da lei.
Meloni non nega che ogni partito della coalizione ha un suo programma, nonostante ne sia stato depositato uno unico “per dare il segnale che sulle questioni principali il centrodestra ha trovato la sintesi”. “Ci presentiamo – continua – ciascuno con il proprio candidato alla presidenza del Consiglio dei ministri ed è giusto che si dica quale sia la differenza tra noi tre, che cosa accade se FdI è il partito che arriva primo nella coalizione, che cosa accade se sono gli altri che arrivano primi”.
Tra i punti del programma su cui far chiarezza, secondo la Meloni c’è quello riguardante l’ipotesi di privatizzazione di Poste italiane: “Sarebbe una follia e su questo tema chiederò al centrodestra di dire una parola chiara. Parliamo di 140 mila dipendenti, di 13 mila sportelli aperti sul territorio, di 500 miliardi degli italiani raccolti a vario titolo come risparmio e di un assoluto gioiello che è stato già privatizzato per il 35% dai governi Pd e di sinistra e un altro 35% è stato trasferito in cassa depositi e prestiti, rimane nella disponibilità del tesoro un 30% che dicono di voler privatizzare. Con la sua presenza capillare sul territorio Poste italiane costituisce un presidio dello Stato, tra i pochissimi ancora aperti in luoghi come i comuni montani, le periferie degradate, i territori difficili: chiudere gli sportelli vorrebbe dire togliere ai cittadini un punto di riferimento di servizi dello Stato”.
Meloni si sofferma anche sul candidato da presentare alle elezioni regionali del Lazio: “Non c’è nessun veto degli alleati di coalizione su Fabio Rampelli – sostiene – non li accetterei e io stessa non metterei veti. Stiamo cercando una soluzione che ci metta d’accordo. Rampelli è il mio candidato, è una persona capace e il primo che da questo punto di vista ci sta dando una mano essendo persona che ha appunto molto a cuore il destino della regione. Anche quella di Parisi può essere una buona scelta che allargherebbe anche la coalizione. Sto aiutando gli alleati a trovare una candidatura efficace. Anche allargando il perimetro della coalizione”.