Dal 2020 per alcuni esami diagnostici si potrà contattare direttamente il proprio medico di base, senza necessariamente rivolgersi ad uno specialista e restare vittime delle liste d'attesa. È questo uno dei provvedimenti che riguardano la Sanità presente nel disegno della legge di bilancio, che dovrà essere approvata in Parlamento entro il prossimo 31 dicembre. La svolta non è di poco conto e ha un obiettivo ben preciso: ridurre, come si legge nel testo in questione, "il carico sulle strutture sanitarie e contestualmente ridurre il fenomeno delle liste di attesa". Per questo, è stato previsto un contributo pari a 235,5 milioni di euro da destinare all'acquisto di apparecchiature, tra le quali quelle per elettrocardiogramma, holter cardiaco, retinografia e polisonnografia, per i medici di medicina generale. Dunque, esami di primo livello che, laddove necessario, si potranno fare anche a casa. I dispositivi, però, non saranno acquistati dai singoli medici. Le risorse saranno affidate alle Regioni e divise sulla base "di un piano dei fabbisogni predisposto e approvato nel rispetto dei parametri fissati con decreto del Ministro della salute" che sarà messo a punto entro la fine dell’anno.

Manovra 2020, quali esami potrà fare il medico di base

Nello specifico, il provvedimento riguarda per lo più i dispositivi per elettrocardiogramma, holter cardiaco, che registra 24 ore su 24 l'attività elettrica del cuore, e poi ancora apparecchi per la retinografia, in grado di studiare e monitorare cioè l'evoluzione di eventuali patologie della retina. Con altri ancora sarà possibile effettuare una polisonnografia, per valutare le modificazioni dell'attività cerebrale, muscolare, cardiaca, respiratoria che si verificano durante il sonno. Arriverà anche lo spirometro che serve a misurare la capacità respiratoria e a fare, ad esempio, diagnosi tempestive. Gli studi dei medici di base saranno anche in grado di fornire servizi di tele-care, tele-Health, tele-monitoraggio, tele dermatologia, grazie al collegamento con il database e consultando uno specialista. I dottori potranno seguire infatti a distanza l’evoluzione di una patologia o misurare i risultati di un’analisi: le nuove apparecchiature che troveremo negli studi sotto casa saranno, infatti, connesse ai nostri smartphone e trasmetteranno i dati in tempo reale. I vantaggi sarebbero dunque per tutti, sia per lo Stato, che risparmierebbe sui costi di determinati esami per un totale di circa 80 milioni di euro all'anno, sia per il cittadino, che potrà contare su liste d'attesa più brevi e su un migliore monitoraggio delle proprie patologie. "Non partiamo dall’anno zero in fatto di strumenti diagnostici in studio – ha spiegato all'AdnKronos il dott. Massimo Magi, coordinatore del progetto ‘Studio medico 3.0″ della Federazione dei Medici di Medicina generale (Fimmg) – il fondo previsto nella manovra trova un terreno più che fertile: il 20% dei medici di famiglia fa già spirometrie ed elettrocardiogrammi, l’11% holter pressorio, il 3% polisonnografia il 2% usa il dermatoscopio. Nella manovra finanziaria si è fatta un’operazione molto importante, di grande aiuto per consentirci di fare meglio il nostro lavoro sul territorio. Il che vuol dire: ridurre gli accessi inutili al pronto soccorso, ridurre le lista d’attesa, monitorare meglio i nostri pazienti, in particolare nella cronicità".

Sanità, tutte le novità della Manovra 2020

Nelle intenzioni del governo, dunque, si va sempre più verso una medicina del territorio. "I cambiamenti della domanda di salute e di benessere sociale connessi alle mutate condizioni della popolazione attuale e futura, del contesto sociale mettono in rilievo – si sottolinea nella relazione – la necessità di un radicale cambio di paradigma della assistenza, sviluppando sempre di più un approccio di pro-attività e prossimità in grado di prevenire e anticipare le evoluzioni peggiorative delle malattie e in mantenimento della salute". Ma questa del salta-fila non è l'unica novità prevista nella legge di bilancio 2020 per quanto riguarda l'ambito Sanità. Tra le altre, si ricordino anche l'aumento di 2 miliardi del Fondo sanitario nazionale, abolizione del superticket dal prossimo primo settembre e conferma dei due fondi, da 500 milioni ciascuno, per i farmaci innovativi e innovativi oncologici.