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L’osteopatia entra nel Servizio sanitario nazionale: le nuove regole su viste e prescrizioni

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che disciplina il riconoscimento del titolo di osteopata in Italia. Ora le visite saranno coperte dal Servizio sanitario nazionale? Vediamo che cosa cambia per i professionisti e per i pazienti.
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L'osteopatia entra nel Servizio sanitario nazionale. Lo scorso 22 maggio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del presidente del Consiglio (Dpcm) che disciplina il riconoscimento del titolo di osteopata in Italia. Il percorso, cominciato nel 2018 con l'inserimento dell'osteopatia tra le professioni sanitarie, punta a riorganizzare il settore prevedendo un apposito albo per gli osteopati e consentendo di riconoscere i percorsi formativi di chi esercitava la professione da prima che il corso di laurea specifico venisse introdotto. Vediamo che cosa cambia per i pazienti e le novità su visite e prescrizioni.

Cosa cambia per i professionisti

Il decreto punta a creare degli standard omogenei per quel che riguarda il percorso di formazione degli specialisti. A partire da settembre il corso di studio per il conseguimento del titolo di osteopata potrà essere attivato solo dalle università. Questo significa che se non si frequenterà il corso di laurea non si potrà diventare osteopata. Tuttavia, chi già esercitava la professione potrà entrare in un elenco speciale transitorio a condizione che sia in possesso di un diploma, di una laurea (o di un titolo equipollente) e che abbia svolto un certo numero di ore di formazione, tirocinio ed esperienze professionali adeguatamente documentate.

Per ottenere il riconoscimento dell'equipollenza dei titoli ottenuti prima dell'introduzione del corso di laurea specialistico, gli iscritti agli elenchi speciali dovranno sostenere entro il termine di 6 anni un esame di abilitazione presso una delle Università dove sono istituite i corsi di laurea in osteopatia. Dovranno  dimostrare di aver acquisito conoscenze e abilità proprie della professione ed eventualmente integrare le materie mancanti, come ad esempio: Medicina interna, Reumatologia, Neurologia, Malattie dell’apparato locomotore, Medicina Fisica e Riabilitativa, Pediatria generale e specialistica, Scienze Tecniche mediche applicate, Igiene generale e applicate e tante altre.

Le novità per i pazienti: le visite saranno coperte dal Ssn?

Resta aperto il nodo delle prescrizioni: le sedute osteopatiche saranno coperte dal Servizio sanitario nazionale? Per il momento no. Il medico di famiglia non potrà prescrivere visite dall'osteopata a carico del Ssn o comunque rimborsate dal sistema pubblico. Per ora le sedie continueranno ad essere erogate privatamente. Tuttavia, il decreto aggiunge un altro tassello nel percorso di regolamentazione normativa della professione allo scopo di riconoscerla a pieno titolo dopo anni in cui è stata considerata una terapia alternativa. Nei prossimi anni dunque si attende il progressivo inserimento dell'osteopatia nella sanità pubblica, con effetti diretti su visite e costi che interesseranno migliaia di pazienti.

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