Dichiarazione dei redditi 2026, via ai controlli del Fisco sulle spese mediche: le nuove regole sul 730

I contribuenti alle prese con la dichiarazione dei redditi 2026 dovranno prestare maggiore attenzione. Dallo scorso 30 aprile è cominciata la stagione dichiarativa e tra le novità ci sono i controlli sulle spese mediche che potrebbero scattare in caso di modifiche alla precompilata. Le nuove regole sono state introdotte lo scorso anno tramite decreto e consentono all'Agenzia delle entrate di integrare i dati presenti nel Sistema Tessera Sanitaria e quelli inseriti in dichiarazione dei redditi. Se questi ultimi non coincidono con quelli comunicati dalle strutture sanitarie, si rischia di finire sotto la lente d'ingrandimento del Fisco.
Le nuove regole per le spese sanitarie
Lo scorso ottobre un decreto del ministero dell'Economia ha introdotto nuovi criteri per i controlli sulle spese veterinarie e sanitarie. Dall'anno d'imposta 2025 – quindi parliamo della dichiarazione dei redditi 2026 – , il Sistema Tessera Sanitaria condividerà ogni anno con l'Agenzia delle Entrate i dati dettagliati dei costi sostenuti dal contribuente e inseriti all'interno della precompilata. Il Fisco quindi potrà verificare che le spese per farmaci, visite, analisi, dispositivi medici riportate all'interno del 730 ai fini della detrazione siano effettivamente quelle registrate dal Sistema Tessera Sanitaria.
Quando scattano i controlli e cosa rischiano i contribuenti
I contribuenti dovranno fare parecchia attenzione. Se le spese inserite non corrispondono a quelle certificate dal sistema scatteranno i controlli. Nel momento in cui si inseriscono spese nella precompilata bisognerà assicurarsi che ci siano i presupposti per la detrazione. Se i dati inseriti sono diversi da quelli in possesso delle strutture sanitarie o se risultano esserci degli errori l'Agenzia delle Entrate può far partire i controlli.
Anche una semplice modifica della precompilata non debitamente comunicata può scatenare i sospetti del Fisco. In caso di irregolarità si rischia di incorrere in sanzioni. Attraverso l'incrocio dei dati tra Agenzia e sistema Tessera sanitario, il funzionario potrà verificare tutti gli elementi legati alla spesa che si vuole portare in detrazione: codice fiscale del contribuente o del familiare a carico, struttura che ha erogato il servizio, modalità di pagamento, importo.
Nel mirino possono finire tutte le diverse voci di spesa per cui è prevista la detrazione al 19%: visite mediche, medicinali (anche omeopatici) da banco e con ricetta, prestazioni specialistiche, analisi, terapie, interventi chirurgia, ricoveri, dispositivi medici e attrezzature sanitarie, spese sanitarie.