Lo scontro sul coprifuoco prosegue. La decisione del governo Draghi di mantenerlo dalle 22 alle 5, nonostante il programma di riaperture che comprende il via libera ai ristoranti anche a cena, viene duramente contestata da Matteo Salvini. La Lega, in aperta polemica con le decisioni prese dal governo di cui fa parte, ha deciso di non votare il nuovo decreto riaperture in Consiglio dei ministri. "Voglio che il governo vada avanti due anni, ma suggerisco sommessamente di considerare che è successo una volta e non può succedere più", commenta il segretario del Partito Democratico, Enrico Letta, a Mezz'ora in più, riferendosi all'astensione della Lega. "Chi lo fa deve tirare le conseguenze, se non vuole stare al governo non ci stia". Oggi Salvini "partecipa a una raccolta firme contro il coprifuoco che il governo di cui fa parte ha stabilito". L'ex presidente del Consiglio spiega che il suo partito fa parte della maggioranza "per il bene dell'Italia", ma le differenze tra le forze politiche che la compongono sono evidenti. "Vorrei che le cose andassero bene – aggiunge – gli italiani non vogliono politici che litigano".

Letta torna sul tema migranti, a pochi giorni dall'ennesimo naufragio nel Mediterraneo e dopo le dure parole di Papa Francesco: "Siamo tutti esterrefatti, le parole del Papa sono un richiamo fortissimo – commenta il segretario del Pd – Sono passati 8 anni e non è cambiato niente, mentre sui tante questioni europee, come la crisi finanziaria, abbiamo trovato una soluzione, come il Recovery". Su tante cose i Paesi europei "hanno imparato la lezione, su questo no, anche perché sono drammaticamente divisivi". Letta spiega di non avere "nessun dubbio" di potersi scontrare con Salvini sul tema immigrazione, ma "ci sono questioni non negoziabili, una di queste è la dignità della vita umana". L'Italia "deve mettere in campo questa urgenza nei confronti dell'Europa – continua – Spero che tutti siano cambiati, che l'idea di fare propaganda sulla pelle di chi muore in mare non venga a nessuno".

Il segretario del Pd spiega anche il suo rapporto con Giuseppe Conte: "Ci sentiamo molto frequentemente, con i 5 stelle abbiamo governato insieme e abbiamo due anni di tempo in vista delle elezioni 2023 per fare insieme un percorso di avvicinamento". E poi rilancia: "Conte assume la leadership del Movimento 5 Stelle e noi facciamo un lavoro nostro, sono due forze che in vista delle elezioni si avvicineranno per fare un'alleanza". Nessun incarico da "federatore del centrosinistra" per l'ex presidente del Consiglio, ma "con lui abbiamo collaborato bene", aggiunge Letta. Sul Recovery spiega che ora "il problema sarà nostro, di usarli bene, senza corruzione e senza burocrazia". E rivendica la clausola voluta dal suo partito che "obbligherà a rendere più forte l'occupazione giovanile e femminile in tutte le articolazioni del piano".