Terzo giorno di crisi di governo, dopo che Matteo Renzi ha ritirato le ministre e il sottosegretario di Italia Viva dall'esecutivo. Nel frattempo si continua a parlare delle possibilità di trovare una nuova maggioranza che possa sostenere l'esecutivo di Giuseppe Conte, mentre l'opposizione insiste per andare subito al voto. E la domanda che continuano a farsi gli italiani nel frattempo è: che cosa succederà adesso? Le date da tenere a mente sono due: lunedì 18 gennaio e martedì 19 gennaio, quando il presidente del Consiglio sarà in Parlamento per chiedere la fiducia.

Il prossimo passaggio della crisi di governo avverrà quindi alla Camera. Conte sarà a Montecitorio lunedì alle 12.00, dove terrà delle comunicazioni a cui seguirà il voto di fiducia. In Aula i numeri, anche senza Italia Viva, non dovrebbero mancare. Il vero appuntamento è quello di martedì, alle 9.30, quando il presidente del Consiglio dovrà fare lo stesso passaggio in Senato. A Palazzo Madama ci sarà anche il primo faccia a faccia tra Conte e Renzi e proprio qui per la maggioranza potrebbe farsi sentire l'assenza dei 18 senatori di Italia Viva.

In Senato, tra i voti del Movimento Cinque Stelle e quelli del Partito democratico, la maggioranza può contare su 127 voti. Mentre la coalizione di centrodestra arriva a 138, che potrebbero salire anche a 156 se si aggiungo quelli di Italia Viva. In realtà Matteo Renzi ha detto che si asterrà sulla fiducia e non voterà quindi contro Conte. Aggiungendo, però: "Non mi pare che abbia i numeri. Ma se li avrà, auguri. È la democrazia. E la democrazia è sacra. Resta un fatto, però: se non prende 161 voti, tocca a un governo senza Conte".

Un'altra tappa fondamentale per il governo sarà poi quella del giorno seguente, mercoledì 20 gennaio, quando il nuovo scostamento di bilancio dovrà essere votato dal Parlamento. Italia Viva ha già detto che voterà a favore e in realtà potrebbe farlo anche il centrodestra, come già accaduto in passato. Lo stesso ha dichiarato sul Recovery Plan, quando arriverà in Parlamento.