La crisi di governo non può non riflettersi anche sui lavori parlamentari. Non a caso, le sedute di Camera e Senato sono state subito sospese per chiedere al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, di intervenire in Aula e riferire sull’attuale situazione politica della maggioranza. Ma non c’è solo questo: in Parlamento, infatti, in questi giorni dovrebbero arrivare importanti provvedimenti. Che però, considerando la crisi di governo, potrebbero essere messi a rischio sia in Consiglio dei ministri che poi nelle Camere. Se, da una parte, è vero che Matteo Renzi e Italia Viva hanno promesso di sostenere i provvedimenti più delicati in arrivo in questi giorni, non è detto che – sia formalmente che poi nella pratica – il loro iter non subisca importanti modifiche.

La crisi di governo si è aperta con le dimissioni delle ministre Teresa Bellanova ed Elena Bonetti. Ma il governo ha comunque importanti urgenze da sbrigare. A partire dal quinto decreto Ristori, che richiede inoltre uno scostamento di bilancio che – secondo quanto annunciato dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri – dovrebbe attestarsi a circa 24 miliardi di euro. Gualtieri lo diceva chiaramente: serve un “governo nella pienezza delle sue funzioni”. Se un esecutivo è dimissionario, in effetti, può andare avanti solo con l’ordinaria amministrazione. In cui probabilmente non rientrerebbero né lo scostamento di bilancio né il decreto Ristori. Anche per questo, forse, si vuole rinviare o evitare ogni formalizzazione della crisi.

Lo scostamento di bilancio

Partiamo dallo scostamento di bilancio. L’approvazione in Consiglio dei ministri dovrebbe arrivare già stasera. Con un via libera che dovrebbe avvenire esattamente come successo ieri per il decreto sulle misure anti-Covid. Poi si passa in Parlamento, dove serve la maggioranza qualificata. In realtà il problema, in questo caso, non sembra esistere: si dovrebbe votare il 20 gennaio alla Camera, ma Italia Viva ha già detto che sosterrà lo scostamento. Inoltre potrebbe farlo anche il centrodestra, come già avvenuto in passato per altri scostamenti di bilancio legati all’emergenza Coronavirus. Italia Viva, inoltre, ha comunicato che voterà a favore anche del Recovery plan in Parlamento, così come del decreto Ristori.

Il decreto Ristori

L’altra partita in bilico è proprio quella del decreto Ristori. Con il passaggio di molte Regioni in zona arancione serviranno più ristori. Da dare a bar, ristoranti e altri esercizi commerciali costretti a chiudere. Inoltre si pensa anche a un conguaglio per le perdite subite nel 2020. La cifra, quindi, potrebbe anche salire. Dopo l’approvazione dello scostamento di bilancio il 20, si tornerà in Cdm, per approvare il decreto Ristori. Serviranno, quindi, altri giorni, considerando che il dl conterrà anche il rifinanziamento della cassa integrazione e fondi per la sanità. Il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, assicura però che il decreto ha la “massima priorità” e che la crisi non allungherà i tempi di approvazione.