"Lasciare un incarico di governo richiede lunghissime, dolorose e assai profonde considerazioni. Abbiamo deciso di rimettere il nostro mandato in nome della dignità e della nobiltà della politica e della nostra liberà e responsabilità individuale": lo scrivono in una lettera congiunta le (ormai ex) ministre di Italia Viva, Teresa Bellanova ed Elena Bonetti, e il sottosegretario di Stato, Ivan Scalfarotto, comunicando quindi le loro dimissioni dal governo. Alla base di questa scelta, per prima cosa c'è una questione di metodo, scrivono, annunciando di aver partecipato al Conte II per evitare che un altro, cioè Matteo Salvini, prendesse i pieni poteri e "oggi non vogliamo renderci complici di delegittimare il metodo democratico ritenendolo secondario rispetto all'emergenza". Quindi un appello diretto a Conte: "Ci ha rammaricato vedere come abbia ignorato i segnali di preoccupazione che le abbiamo trasmesso".

E ancora: "Se le altre forze politiche dell'attuale maggioranza, nonostante la loro storia, sembrano accettare la sistematica compressione del ruolo dell'istituzione parlamentare e la violazione delle tradizionali forme della liturgia democratica, noi non possiamo che prenderne atto. Ma non possiamo ignorare che questa maggioranza era nata proprio per evitare la concentrazione di poteri in capo a una sola persona e ribadire il rispetto delle istituzioni democratiche". Si fa poi riferimento all'attuale situazione di emergenza sanitaria, ribadendo come proprio la delicata situazione che l'Italia sta vivendo è il motivo per cui sia necessario assicurarsi "che l'esecutivo sia capace di prendere tempestivamente decisioni fondamentali per la vita del Paese". E ancora: "Ci abbiamo provato ma quando le abbiamo chiesto di lanciare un programma da qui al 2023, di lavorare sulle idee e sui contenuti dell'azione di governo, la risposta è stata un assordante silenzio. L'Italia ora più che mai ha bisogno di crescita e non di immobilismo".

Bellanova, Bonetti e Scalfarotto tornano quindi ad affermare di non essere in cerca di poltrone in più per Italia Viva: "Il nostro obiettivo non è ottenere un incarico di Governo in più, ma avere un'azione di governo più efficace per gli italiani. Se per uscire da questo immobilismo serve un atto di responsabilità, siamo i primi a compiere questo passo, augurandoci che possano così realizzarsi le condizioni per una nuova e diversa fase per il nostro Paese guidata da un governo capace di rispondere prontamente ai bisogni dei nostri cittadini, famiglie e imprese". E a chi ha definito irresponsabile la scelta di Italia Viva, replicano: "Non siamo irresponsabili, presidente, ma non possiamo nemmeno accettare lo stallo. Specie in questo momento. Se il parlamento troverà un modo per mandare avanti la legislatura anche senza il contributo di Italia viva, daremo lealmente una mano dai banchi dell'opposizione. Abbiamo già detto che voteremo sì ai provvedimenti sull'emergenza sanitaria, sui ristori economici e sullo scostamento di bilancio".