Prima si era parlato di Giuseppe Conte come possibile candidato sindaco di Roma. Poi come ministro del governo Draghi. Ancora, come commissario europeo in una staffetta con l’attuale commissario Paolo Gentiloni. Ora è spuntata l’ipotesi – in realtà già smentita dal diretto interessato – di una candidatura alle elezioni suppletive della Camera nel collegio di Siena. Una mossa ritenuta plausibile sia per rafforzare l’alleanza tra Pd, Movimento 5 Stelle e Leu che per riportare in luce la figura di Conte come leader politico, permettendogli di entrare in Parlamento. “Non ne so nulla”, dice però il presidente del Consiglio uscente.

L’ipotesi viene lanciata da alcune ricostruzioni di stampa: Conte potrebbe candidarsi alle suppletive della Camera dei deputati, nel collegio uninominale di Siena, lasciato vacante dall’ex ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, che si è dimesso dopo la sua nomina a presidente di Unicredit. A Siena si dovrebbe votare entro il 31 marzo, stando al decreto Ristori, ma è possibile che ci sia un ulteriore rinvio. L’iniziativa, riporta il Corriere della Sera, sarebbe stata presa proprio da Conte e dal Movimento 5 Stelle, che avrebbe poi coinvolto il Pd. Ma che viene negata.

Conte esclude, almeno per il momento, la sua candidatura parlando con l’Adnkronos: “Non ne so nulla, non se n'è parlato. Nel senso che non me lo hanno chiesto né tantomeno mi sono mai proposto”. La notizia, però, aveva già iniziato a rimbalzare in queste ore. Durante le consultazioni ne aveva parlato anche il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, secondo cui “le alleanze si decidono sui territori: noi rispetteremo le autonomie dei territori, stiamo spingendo per accentuare l’autonomia per alleanze larghe, competitive e civile”. Non di certo un no a Conte, però.

Anche Italia Viva aveva commentato con Maria Elena Boschi, secondo cui è “prematuro parlarne adesso: il destino personale di Conte francamente non è la priorità del Paese”. Anche dal Pd toscano era arrivata una netta frenata, con la segretaria dem regionale Simona Bonafè:”Le candidature nei seggi toscani devono essere espressione dei territori, decise dai territori o perlomeno insieme ad essi”. No anche del sindaco di Siena, Luigi Da Mossi, che all’Adnkronos chiede nomi “di persone più legate al territorio: i grandi nomi a effetto non servono, serve gente che si interessi davvero alla città”.