"Il Movimento Cinque Stelle si è rotto e io credo che le cose rotte non si possano aggiustare", afferma Paola Nugnes, ex senatrice del M5s passata al Gruppo Misto dopo essere stata espulsa delle fila pentastellate a Palazzo Madama. Intervenendo al programma Restart, in onda su Cusano Italia Tv, prosegue: "Ci sono delle persone nel Parlamento che sono ancora portatrici di quello che era lo spirito iniziale. Poi c’è un gruppo dirigenziale che procede assolutamente distaccato da tutte queste persone che sperano ancora di poter creare un cambiamento interno". Per poi riferirsi direttamente all'ex capo politico del Movimento: "Luigi Di Maio vuole riprendersi la leadership, lui non ha mai gradito questa perdita e l'agosto del Papeete ce ne ha data ampia dimostrazione. Nelle chat private mi venivano detti i capricci di Di Maio, perché non voleva mollare il premierato. Per lui il passaggio al Conte bis è stata una perdita".

Dopo i risultati delle elezioni regionali, che hanno evidenziato un crollo del Movimento in tutti i territori chiamati alle urne, con perdite di migliaia di voti e, di conseguenza, anche della rappresentanza in consiglio regionale, appare sempre più chiaro come i pentastellati siano lontanissimi dai numeri che li hanno portati ad essere il primo partito in Parlamento due anni fa. Un anno dopo le elezioni politiche Nugnes è stata espulsa dal Movimento per aver votato diverse volte in contrasto con il gruppo parlamentare, in ultimi sulla fiducia al governo. Inoltre, nel dicembre del 2019 è stata tra i 71 senatori che hanno chiesto il referendum sul taglio dei parlamentari, bloccando la riforma costituzionale.

Commentando i risultati del referendum, anche Alessandro Di Battista ha parlato di "innegabile crisi identitaria del M5s". Affermando: "È vero che tante persone che hanno votato Sì non apprezzano il Movimento 5 stelle, anzi lo detestano". E ancora: "Mi preoccupa l'indebolimento del Movimento 5 stelle. Non c'entra niente il governo e la legislatura che andranno avanti per due anni e mezzo. Ma quando si voterà di nuovo, con queste percentuali e con questo indebolimento evidentemente sarà più facile la ‘restaurazione', che è ciò che più di tutto mi spaventa". Per poi aggiungere: "Dobbiamo dire le cose come stanno: il sogno, al quale hanno creduto tante persone, di partecipazione al cambiamento è in crisi. Se manca la comunità, manca l'identità, mancano lo ragioni per le quali votare il Movimento, i voti non arrivano".