Il tema delle riaperture è tornato al centro del dibattito pubblico, ma è anche la richiesta che arriva a gran voce dalle piazze italiane in queste ore. A più di un anno dall'inizio della pandemia di Covid, le attività colpite chiedono di poter riaprire, mentre la linea ufficiale del governo Draghi è quella dell'attesa. Da Palazzo Chigi arriva un messaggio chiaro: le riaperture arriveranno quando migliorerà (nettamente) il quadro del contagio e quando la campagna di vaccinazione decollerà definitivamente. La ministra Gelmini, intervenuta agli stati generali del settore dei matrimoni ed eventi privati organizzato da Unanime, ha annunciato che le "aperture ci saranno, soprattutto da maggio", ma "forse qualcosa già dal 20 di aprile si potrà riaprire".

La richiesta di dare indicazioni chiare ai commercianti e alle attività arriva da gran parte della maggioranza, soprattutto alla luce delle proteste scoppiate da ieri e proseguite anche oggi in molte città italiane. Con la ministra Gelmini, agli stati generali, c'era anche il senatore Antonio Misiani del Partito Democratico: "Credo che sia arrivato il momento che il governo cominci a dare date sulle riaperture", ha commentato. Il coordinatore di Forza Italia, Antonio Tajani, ha annunciato che il partito di Berlusconi presenterà a Draghi un piano per le riaperture. Mentre il capogruppo di Italia Viva al Senato, Davide Faraone, chiede di ascoltare le piazze e programmare le riaperture.

Secondo la ministra per gli Affari Regionali bisognerà "cambiare l'organizzazione del proprio lavoro" in alcuni settori, nonostante le riaperture che "ci saranno presto". È impossibile pensare che "avremo la possibilità di organizzare subito eventi oceanici", perciò serviranno sostegni, protocolli nuovi e accelerare la campagna di vaccinazione. Sui ristori (o sostegni) Gelmini ha sottolineato che "è indispensabile che nel prossimo scostamento di bilancio, che il Parlamento varerà nei prossimi dieci giorni, si dia riscontro alle categorie più colpite".