A raccontare la vicenda è lo stesso sindacalista attraverso un post su Facebook. "Senti animale fai preso qui abbiamo da fare", è la frase che Aboubakar Soumahoro si è sentito rivolgere questa mattina da "un uomo distinto di mezz’età privo di mascherina". Ed è scattata la denuncia: "Questa aggressione verbale, assolutamente ingiustificata ed evidentemente razzista, è stata da me denunciata ai carabinieri dopo che i militari, presenti, l’hanno identificato come un Professore universitario di Roma".

Sarebbe quindi un professore universitario l'uomo che ha insultato Soumahoro. Il sindacalista sottolinea: "Ho chiesto di procedere nelle sedi competenti perché ogni atto di intolleranza xenofoba e razzista deve essere perseguito senza eccezioni. Questa violenza è sintomo di un razzismo pandemico della società e dell’incattivimento sociale che viviamo tutti in questi ultimi tempi ma che non deve essere perpetuamente e impunitamente replicato". Ma aggiunge, ancora: "Tuttavia, le porte del dialogo e del perdono rimangono aperte perché non dobbiamo mai rinunciare a coltivare la cultura dell’antirazzismo". E conclude ringraziando le forze dell'ordine per il pronto intervento.

Non è la prima volta che Soumahoro subisce attacchi e insulti a sfondo razziale. La scorsa estate il sindacalista aveva anche annunciato un'azione legale contro il leader della Lega, Matteo Salvini, che aveva postato un video in cui un'intervento dell'attivista veniva coperto dal suono di alcuni bonghi africani: "È sconcertante che un senatore della Repubblica abbia silenziato, con dei bonghi, il grido di dolore degli invisibili che si sono susseguiti sul palco degli Stati Popolari, lo scorso 5 luglio a San Giovanni a Roma. Questa manipolazione ingannevole della realtà, oltre ad inquinare il dibattito pubblico, rende ulteriormente invisibili gli invisibili. Ho dato mandato ai legali di intraprendere ogni azione che possa contrastare, anche legalmente, una propaganda che viola i principi della nostra Costituzione. Ci vediamo in tribunale", aveva commentato.