Le riaperture sono il grande tema degli ultimi giorni (e delle ultime settimane). Le Regioni sono in pressing sul governo, con l'ultimo decreto Covid in vigore fino al 30 di aprile che sospende la zona gialla. La linea della Lega continua ad essere quella di chiedere riaperture più o meno generalizzate prima possibile. È tornato sul tema anche il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, che è intervenuto in teleconferenza davanti alle commissioni riunite Attività produttive della Camera e Industria del Senato. Il ministro doveva illustrare le linee programmatiche del suo dicastero, ma si è trovato inevitabilmente a parlare di riaperture, spiegando che, secondo lui, sarebbero possibili già dalla settimana prossima.

Il ministro Giorgetti ha spiegato, davanti a deputati e senatori, che "la cosiddetta cabina di regia, che deve valutare l'andamento epidemiologico e l'andamento dei contagi, non può che prendere atto dei dati scientifici oggettivi che indicano un decremento per tante motivazioni: il lockdown, la bella stagione, la politica vaccinale…". Insomma, secondo il vicesegretario della Lega, i dati sono buoni e di questo bisogna prendere atto. È in generale la linea del partito, che con Matteo Salvini continua a sottolineare come i numeri direbbero che molte Regioni sarebbero in zona gialla, se non fosse stata sospesa dal governo Draghi.

Giorgetti chiede agli scienziati di valutare bene i numeri, perché "se questi dati sono effettivamente veri", ha specificato il ministro dello Sviluppo Economico, "già dalla settimana prossima un programma di riaperture, ovviamente prudenziale ma ragionevole, deve essere messo in campo". Secondo il titolare del Mise "si possono cominciare a riaprire le attività con protocolli adeguati che garantiscano la sicurezza" per i lavoratori e per i clienti.