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Il dibattito sull’utilizzo dei tamponi salivari a scuola: come stanno le cose

Prosegue la discussione sull’utilizzo dei tamponi salivari a scuola. Se da un lato si tratta sicuramente di uno strumento che può rivelarsi utile per le operazioni di screening di massa che riguardano soprattutto i più piccoli (in quanto sono meno invasivi), dall’altro c’è chi suggerisce di utilizzarli anche per ricevere il Green Pass, obbligatorio per il personale scolastico. E su questo punto la comunità scientifica non sembra essere d’accordo.
A cura di Annalisa Girardi
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"Sulla questione dei Green Pass siamo ancora in alto mare". Lo ha detto ieri il presidente dell'Associazione nazionale presidi di Roma, spiegando che dopo le discussioni di questi giorni con il governo ancora non è stata raggiunta un'intesa. Non si è ancora trovato un accordo, infatti, sulla questione dei controlli, ma anche sulla copertura del costo dei tamponi o sull'utilizzo di quelli salivari. Questi ultimi potrebbero infatti essere uno strumento utilizzato non solo per monitorare le infezioni nelle classi, ma anche, hanno suggerito alcuni, in alternativa al Green Pass per entrare a scuola.

Secondo alcuni presidi i tamponi salivari potrebbero risolvere molte criticità. Il sottosegretario all'Istruzione Rossano Sasso ha lamentato all'AdnKronos: "Da parte nostra, verranno messi a disposizione tamponi gratuiti per quei lavoratori della scuola che non possono vaccinarsi per fragilità o condizioni particolari attestate da certificazione medica. Sui tamponi salivari da usare per il monitoraggio, purtroppo, al momento non ci ascolta nessuno". Il sottosegretario ha poi spiegato che i tamponi salivari, non essendo invasivi, sarebbero ideali soprattutto per i più piccoli: "Sono stati validati dall'Istituto superiore di sanità lo scorso maggio, ma sono trattati con estrema e incomprensibile freddezza dal Comitato tecnico scientifico e dal ministero della Sanità. Le nostre sollecitazioni come ministero dell'Istruzione sono cadute nel vuoto".

Sasso ha quindi ribadito che molte Regioni, nonostante lo scetticismo di diversi esperti, hanno puntato su questo strumento. "Considerando che per gli under 12 non c'è possibilità di vaccinarsi, il tampone salivare può risultare estremamente prezioso per tracciare gli asintomatici ed evitare quarantene e chiusure di massa", ha aggiunto.

Il riferimento è in particolare ad alcune dichiarazioni dell'immunologo e membro del Comitato tecnico scientifico, Sergio Abrignani, secondo il quale "non si deve far passare l'idea che il tampone salivare sia meglio del vaccino", in quanto "non sostituiscono l'immunizzazione". E ancora: "I tamponi salivati antigenici hanno una sensibilità limitata e sono utili perché danno un risultato in pochi minuti ma mitigano il rischio e non l'azzerano".

Secondo gli esperti, nonostante siano sicuramente utili per monitorare i contagi a scuola, i tamponi salivari non possono essere utilizzati per ottenere il Green Pass, come invece avviene per quelli molecolari e quelli antigenici rapidi. Secondo una circolare del ministero della Salute, questi tamponi possono essere utilizzati qualora non sia possibile ricorrere a quelli oro/nasofaringei, ma comunque hanno un livello di attendibilità inferiore.

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