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4 Febbraio 2022
08:07

Gribaudo (Pd) a Fanpage: “Due pesi e due misure per studenti e no vax, Lamorgese riferisca in Aula”

“È doveroso capire perché vengono usati due pesi e due misure tra i cortei no vax e i ragazzi che scendono in piazza per quello che è successo a un loro coetaneo che è morto”, attacca la deputata del Partito Democratico, Chiara Gribaudo, in un’intervista a Fanpage.it. La parlamentare ha presentato un’interrogazione alla ministra Lamorgese, che deve chiarire quanto accaduto alla manifestazione di Torino quando la Polizia ha caricato gli studenti.
A cura di Tommaso Coluzzi
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Le manifestazioni di Torino (e non solo), sfociate con gli scontri tra la Polizia e gli studenti, sono da giorni al centro della polemica e dell'attenzione della politica. La ministra Lamorgese, dopo giorni di silenzio, ha giustificato il comportamento degli agenti parlando genericamente di "infiltrati". Sono fioccate le interrogazioni parlamentari, tra cui quella presentata dalla deputata del Partito Democratico Chiara Gribaudo. Intervistata da Fanpage.it, la parlamentare dem ha spiegato perché, dopo aver visto i video della manifestazione, la richiesta di chiarimento nei confronti della titolare del Viminale è stata naturale. Le immagini dei volti insanguinati degli studenti meritano, assolutamente, una risposta rapida.

Perché un'interrogazione parlamentare dopo le immagini di Torino?

Perché mi sentivo a disagio per le immagini che abbiamo visto nei video, per quello che mi scrivevano gli studenti. Rispetto a quello che ho visto e che mi è stato raccontato ho sentito il bisogno di esercitare il nostro ruolo ispettivo. È doveroso capire perché vengono usati due pesi e due misure tra i cortei no vax, è simbolico quello culminato con l'assalto alla Cgil, e i ragazzi che scendono in piazza per quello che è successo a un loro coetaneo che è morto. Le mie domande alla ministra sono molto semplici e credo necessarie.

La ministra però ha già risposto, ha parlato genericamente di "infiltrati"…

Ho trovato la risposta di Lamorgese fuori tempo massimo, senza manifestare un minimo di vicinanza ai ragazzi. Nel merito non ha chiarito il punto. Se c’era un impegno a verificare quanto accaduto o solo che c’erano degli infiltrati e basta. Se è così si può fare uno sforzo di identificazione, che danneggi manifestazioni pacifiche di ragazzi e ragazze disarmati. Serviva empatia nei loro confronti.

Parliamo, però, di un disagio forse più diffuso. Le mobilitazioni studentesche vanno avanti da mesi, è arrivato il momento di ascoltarli?

E si va anche verso una protesta per la seconda prova della maturità. Ci sono delle cose di cui tenere conto: i giovani sono tra le categorie più colpite dalla pandemia di Covid sia per quanto riguarda il lavoro, che per la socialità. Le loro vite sono state più che sospese. Tra la dad e l’incertezza, mi aspettavo un atteggiamento diverso. Serve che ci sia una presa di coscienza della politica rispetto a questi temi, c’è un disagio giovanile che sta crescendo, che va raccolto e va ascoltato e su cui bisogna interrogarsi.

Oggi, tra l'altro, ci sono nuove manifestazioni…

Bisogna vedere cosa succede, sono un po’ preoccupata. Da Torino mi hanno scritto sia gli studenti sia i genitori dei ragazzi, perché molti sono preoccupati. Questo oggi è il clima in famiglie normalissime.

Si dice che Lorenzo Parelli sia morto di alternanza scuola lavoro, anche se in verità trattandosi di un professionale si deve parlare di sistema duale. In ogni caso, non è necessario rivedere qualcosa nel percorso formativo?

Il tema vero è un altro, non il sistema duale della formazione o l’alternanza scuola-lavoro. Il tema sono i luoghi di lavoro, la sicurezza sul lavoro. Abbiamo mediamente tra i due e i quattro morti al giorno sul lavoro, ma lo capiamo o no che c’è un gravissimo problema di sicurezza? Tutti i giorni abbiamo, come un bollettino di guerra, i feriti e i morti sui luoghi di lavoro. È un tema che va affrontato con molta più convinzione. Bisogna lavorare nelle aziende per promuovere la sicurezza, percepita come un costo e una scocciatura. Se la sicurezza diventa solo burocrazia formale non andiamo da nessuna parte.

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