“Pronto, c’è una bomba nella scuola media”, evacuati 240 studenti a Monte Roberto: secondo caso in due giorni

Una telefonata arrivata alla segreteria poco prima delle 10 ha fatto scattare questa mattina, 29 maggio, l’allarme alla scuola secondaria di primo grado “Giovanni Pascoli”, a Pianello Vallesina, frazione di Monte Roberto, in provincia di Ancona. Dall’altro capo del filo una voce, parrebbe alterata e in un italiano stentato, ha annunciato la presenza di una "bomba" all’interno dell’edificio di via Trento.
La reazione dell’istituto è stata immediata. Il personale scolastico ha applicato i protocolli di sicurezza senza esitazioni, avviando l’evacuazione delle classi mentre in plesso si avvicinava l’orario della ricreazione. In totale circa 240 studenti sono stati accompagnati fuori dalle aule da docenti e collaboratori scolastici e indirizzati verso il vicino Parco Baden Powell, proprio di fronte alla scuola.
Nel giro di pochi minuti sul posto sono arrivati i carabinieri, che hanno provveduto a transennare l’edificio e ad avviare le verifiche. Presenti anche i sindaci dei due Comuni interessati, Lorenzo Focante per Monte Roberto e Andrea Cesaroni per Castelbellino: Pianello Vallesina, infatti, si sviluppa su un’area di confine tra le due amministrazioni, che in queste situazioni si trovano a gestire congiuntamente l’emergenza.
Mentre i militari effettuavano i controlli all’interno della struttura, le famiglie sono state informate e hanno raggiunto progressivamente il punto di raccolta per riabbracciare i propri figli. L’attesa si è protratta per alcune ore, in un clima di comprensibile tensione, fino al completamento delle operazioni di bonifica che hanno dato esito negativo. Nessun ordigno.
L’intenzione sarebbe ora quella di consentire la ripresa regolare delle lezioni già nella giornata di domani, sabato 29 maggio, anche se una decisione definitiva verrà presa soltanto dopo le ultime verifiche tecniche sull’edificio.
Le indagini sono ora concentrate sull’identificazione dell’autore della telefonata. Gli inquirenti stanno analizzando i tabulati e ogni elemento utile a risalire all’origine della chiamata e a eventuali collegamenti con un episodio simile avvenuto il giorno precedente, quando un altro allarme aveva interessato la scuola dell’infanzia “Collodi”, sempre nella stessa area. In quel caso, la minaccia era arrivata mentre era in programma una festa di fine anno.
Anche e soprattutto alla luce di questi episodi ravvicinati, c'è preoccupazione tra familiari e personale scolastico. Al momento nessuna pista viene esclusa: si valuta sia l’ipotesi di un gesto isolato sia quella di un’azione coordinata