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Bocciato al recupero, chiede di vedere i compiti dei compagni e il Tar gli dà ragione: difesa prevale sulla privacy

Il caso di uno studente liceale siciliano che aveva richiesto l’accesso a tutti i documenti degli esami di recupero di italiano e latino trovando l’opposizione della scuola. Il Tar gli ha dato ragione imponendo all’istituto scolastico di consegnare anche i compiti e gli elaborati dei compagni di scuola.
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La difesa prevale sulla privacy degli altri, è racchiusa in questa frase la decisione del Tar della Sicilia che ha dato ragione a uno studente di scuola superiore bocciato ai recuperi che chiedeva di poter visionare i compiti anche dei compagni di scuola. Il caso riguarda un giovane studente di quarta superiore che dopo essere stato rimandato a fine anno scolastico e aver dovuto frequentare i corsi di recupero dei debiti formativi, si è ritrovato bocciato definitivamente dopo aver fallito gli esami in italiano e latino.

Come ricostruisce Orizzonte Scuola, i fatti risalgono alla fine dell’anno scolastico 2024/2025 quando lo studente liceale non aveva preso bene la decisione del collegio scolastico e per questo aveva chiesto alla scuola di poter visionare una serie di atti formali come registri, verbali e soprattutto la documentazione relativa agli esami ma anche le prove scritte dei compagni che come lui avevano sostenuto l'esame di recupero. Lo scopo era quello di capire perché lui fosse stato bocciato a differenza degli altri ma la scuola si era opposta sostenendo che ci fossero problemi di privacy.

La scuola infatti aveva consegnato tutti gli altri documenti richiesti  ma, con due dinieghi , aveva spiegato di non poter fornire anche i compiti scritti dei compagni perché impossibilitata ai garantire l'anonimato degli altri studenti. Il liceo aveva sottolineato che i candidati per gli esami di recupero nelle  due materie erano solo tre e che erano tutti minorenni al momento dei fatti.

Lo studente ha deciso così di rivolgersi al Tribunale amministrativo regionale siciliano che, dopo aver valutato il caso, ha accolto il suo ricorso e imposto alla scuola di consegnare tutti i documenti richiesti, compresi i compiti dei compagni di scuola dello studente.  Per il Tar, i documenti richiesti infatti sono indispensabili per contestare la bocciatura visto che senza di essi  lo studente non può dimostrare eventuali difformità nei criteri di valutazione e la mancata anomimizzazione non è una ragione valida per negare l’accesso anche perché negli elaborati non ci sono dati sensibili.

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