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Prof picchiati a Parma, tre studenti sospesi per 30 giorni: “Non si esclude la bocciatura”

Saranno sospesi per 30 giorni i tre studenti di una scuola di Parma che nei giorni scorsi hanno aggredito due docenti in un parco. Come riferisce il Tg1 “non è escluso che in fase di scrutinio possano rischiare la bocciatura”.
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Sospensione di 30 giorni. È questo il provvedimento deciso per i tre studenti che nei giorni scorsi sono stati ripresi da un video, diventato virale sui social e sui media, mentre aggredivano due docenti in un parco vicino ad una scuola superiore di Parma. Lo ha anticipato il Tg1 ma la notizia è stata confermata alle agenzie di stampa anche da fonti sul territorio. Sempre secondo quanto ha riferito il Tg1, i ragazzi in questione "sono tutti nati in Italia, da famiglie di origini marocchine, egiziane e moldave. Non si esclude che al momento dello scrutinio si possa valutare la bocciatura per i tre studenti".

L'episodio, denunciato dai sindacati, in primis dalla Gilda degli Insegnanti, ha fatto molto discutere nei giorni scorsi: due insegnanti dell’Itis Leonardo Da Vinci di Parma sono stati picchiati da alcuni studenti fuori dalla scuola, così come documentato da un video registrato da un altro studente. Nel filmato, si vede il gruppo di giovani circondare un docente che viene colpito a calci e pugni. Tutto sarebbe partito perché uno dei due insegnanti avrebbe aveva ripreso uno studente per un calcio ad una lattina che ha colpito un'auto in sosta.

Gli alunni a quel punto si accaniscono anche contro un altro docente, colpito alla schiena con bastonate, tra le risate di chi riprende tutto al cellulare. I due prof non hanno denunciato l'accaduto, nessuno è rimasto ferito.

"Le ferite sono quelle riportate da un’intera categoria, quanto è accaduto a Parma riguarda tutti gli insegnanti non solo quelli coinvolti, a prescindere dal fatto che i colleghi aggrediti denuncino o meno (scelta poco condivisibile trattandosi di pubblici ufficiali), noi chiediamo che l’ufficio scolastico per il tramite dell’Avvocatura avvi anche azioni civili contro le famiglie di questi delinquenti, ovviamente ciò comporta lavoro per i funzionari ma è quanto devono", ha commentato Salvatore Pizzo della Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza.

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