Parma, due prof aggrediti da una baby gang, il sindacato: “Quei ragazzi vadano a lavorare nei campi”

Prima sono stati accerchiati, poi derisi e infine picchiati: protagonisti due professori di Parma, che sono stati presi di mira ieri nei pressi del parco Falcone e Borsellino, un luogo già teatro in passato di episodi violenti. I contorni della vicenda restano da chiarire e al momento non si conoscono i dettagli precisi sull'accaduto né l'esatta dinamica dei fatti, ma a quanto pare un insegnante stava attraversando il parco quando è stato circondato da diversi giovanissimi. Un collega, presente nelle vicinanze, è intervenuto per aiutare il docente, finendo anche lui coinvolto nel parapiglia.
A testimoniare la gravità dell'accaduto sono anche le immagini impresse in un video circolato in rete, un documento filmato in cui si avverte il raggelante contrasto tra l'atteggiamento dei due adulti, che cercavano disperatamente di placare gli animi evocando l'arrivo delle forze dell'ordine, e le risate di scherno dei minorenni.
Questo scenario non rappresenta un caso isolato per la zona, situata a breve distanza dall’istituto tecnico Leonardo da Vinci. I residenti e i commercianti del quartiere descrivono una situazione di frequente caos, con bande di adolescenti, spesso armate di spray al peperoncino, che in alcuni casi avrebbero commesso anche aggressioni e rapine.
L'episodio ha sollevato l'immediata e ferma reazione del sindacato Gilda degli insegnanti di Parma e Piacenza, che ha espresso profondo sdegno e preoccupazione per un territorio percepito sempre più fuori controllo. "I delinquenti – scrive l'organizzazione sindacale – sarebbero soggetti iscritti in una delle scuole site nelle vicinanze, ancora una volta si pone il problema che si vuole forzatamente considerare studente chi tale non è: terminato l’obbligo scolastico a 16 anni, i soggetti che non desiderano proseguire gli studi non devono essere sottratti ai duri e nobili lavori dei campi, delle fabbriche e degli allevamenti, tutte opportunità che in zona sono presenti. La Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza chiede che la Procura della Repubblica disponga gli accertamenti necessari finalizzati a perseguire i soggetti responsabili delle violenze che, volendo, potranno avere l’opportunità di studiare, eventualmente, anche da detenuti".