C’è un aspetto singolare nelle trattative per la formazione del nuovo governo tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. Al tavolo, infatti, sono seduti due politici che hanno in sospeso una questione di tutt’altro tipo, destinata a finire in Tribunale. Come qualcuno ricorderà, infatti, nel luglio scorso il Partito Democratico nazionale ha querelato per diffamazione Luigi Di Maio e il Movimento 5 Stelle, in relazione alle dichiarazioni sull’inchiesta di Bibbiano sugli affidi dei minori in Val D’Enza. Una querela che, come confermato dal responsabile organizzazione del Partito Democratico, Stefano Vaccari, non è ancora stata ritirata.

Prima che ritiriamo le querele bisogna che ci chiedano scusa”, ha spiegato Vaccari a Repubblica, aggiungendo: “Sono i ragazzi dei 5 Stelle ad aver usato toni fuori misura, tocca a loro chiedere scusa prima di qualsiasi altra cosa”. La vicenda, del resto, aveva molto colpito la comunità del Partito Democratico, che aveva atteso e poi sostenuto la dura replica dei dirigenti nazionali, con annessa querela per diffamazione.

Quando Di Maio diceva: “Mai col partito di Bibbiano”

La polemica era nata sulla scia di una diretta Facebook in cui il capo politico del Movimento 5 Stelle aveva duramente attaccato il Partito Democratico, ipotizzando un legame stretto tra i democratici e il sistema di affidi di minori oggetto dell’attenzione degli inquirenti: “Io col Pd non ci voglio avere nulla a che fare, con il partito di Bibbiano che toglieva i bambini alle famiglie con l'elettroshock per venderseli non voglio averci nulla a che fare e sono stato in questo anno quello che più ha attaccato il Pd”. Concetti confermati in una intervista a Fanpage.it nella quale aveva chiamato in causa anche il segretario democratico Nicola Zingaretti: “Se quel sindaco fosse stato del M5s sarebbe stato per mesi  su tutte le prime pagine. È agghiacciante la superficialità con cui il PD sta trattando quel tema […] Sta emergendo anche ipotesi elettroshock, qui bisogna dire tutto e il PD non ha nessuna lezione da poterci fare. Addirittura Zingaretti ride quando gli chiedono di rispondere sul caso Bibbiano…”.

Durissima, come dicevamo, era stata la replica del Partito Democratico, che aveva parlato di dichiarazioni demenziali che “confermano solo il livello di disperazione di un personaggio che ha fallito il suo obiettivo e scarica la sua bile sugli avversari politici”. E aveva annunciato la presentazione della querela: “È Di Maio, con il suo atteggiamento sprezzante, volgare e ottuso che strumentalizza e utilizza una vicenda drammatica che dovrebbe tenere unite tutte le istituzioni. Ma questo comportamento è solo l'ennesima conferma della pochezza di alcuni individui che stanno governando l'Italia. Il Pd ha dato mandato ai propri legali di sporgere querela per diffamazione e richiesta di risarcimento danni in sede civile”.