Non si può parlare di crisi di governo senza parlare anche di rimpasto e totoministri. La crisi potrebbe essere formalizzata già questa sera, dopo l’ok del Consiglio dei ministri al Recovery plan, con le dimissioni delle ministre di Italia Viva. Poi bisognerà capire cosa succederà: dalla crisi al buio al rimpasto, le ipotesi in campo sono tante. La prima questione è quella del presidente del Consiglio: al momento la conferma di Conte è l’opzione più quotata. Anche se Matteo Renzi non rinuncia al suo obiettivo di sostituire l’inquilino di Palazzo Chigi. Con Mario Draghi o Marta Cartabia, si dice. Ma anche l’idea di un presidente del Consiglio in quota Pd non dispiacerebbe ai renziani, che potrebbero essere favorevoli a un governo guidato da Franceschini o Zingaretti. Ipotesi, però, tutt’altro che realistiche al momento.

Nel rimpasto potrebbe entrare nel governo qualche big di partito in più, soprattutto per Italia Viva. In primis Conte dovrebbe cedere la tanto contestata delega ai Servizi a un sottosegretario ad hoc probabilmente. Per questo ruolo si parla di Roberto Chieppa, attuale segretario generale di Chigi, o anche di Luciana Lamorgese, che potrebbe lasciare il Viminale. Non dovrebbe esserci un vero stravolgimento, ma qualche casella potrebbe cambiare già a Chigi, con la possibilità di un ingresso del vicesegretario dem, Andrea Orlando, al posto di Riccardo Fraccaro come sottosegretario alla presidenza del Consiglio. O, anche, al suo fianco.

Italia Viva punta a piazzare Ettore Rosato o Maria Elena Boschi in un ministero pesante, come l’Interno o la Difesa. Se a Iv andasse la Difesa, il dem Lorenzo Guerini potrebbe traslocare al Viminale. Uno dei nomi più ricorrenti è quello di Maria Elena Boschi. Per lei si fanno strada varie ipotesi: Lavoro, Infrastrutture, Difesa. Ma il Movimento 5 Stelle è fermamente contrario. E lei sembra allontanare l’ipotesi con un tweet: “Anche oggi polemiche su di me. Italia Viva ha chiesto di prendere il Mes, non di prendere Meb. Come al solito i 5 Stelle non leggono fino in fondo. O non capiscono. Servono soldi per la sanità, non poltrone per noi”.

Per ora sembra escluso un ministero ad hoc sul Recovery, mentre tra i dicasteri più in bilico c’è quello di Infrastrutture e Trasporti, che potrebbe anche essere sdoppiato. Al posto di Paola De Micheli – comunque difesa dal segretario dem Zingaretti – si fanno i nomi dei dem Andrea Marcucci e Graziano Delrio, della renziana Paita o del M5s Cancelleri. Per la corsa al sottosegretario di Chigi non c’è solo Orlando, ma si fa anche avanti l’ipotesi Goffredo Bettini, che sta tentando di fare da mediatore in questa crisi. In questo caso Orlando potrebbe ripiegare sul ministero dell’Ambiente. Ultima casella di cui si parla è quella del ministero per il Sud: l’attualmente ministro, Giuseppe Provenzano, sembra blindato, ma c’è chi dice che potrebbe essere sostituito o da Cancelleri o da un altro pentastellato, Francesco D’Uva.