Gli Usa bloccano un software russo usato anche dalla Procura di Sassari: cosa sappiamo

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In un documento di aprile, il tribunale sardo ha autorizzato l’impiego del programma informatico “Oxygen Forensic”: serve per analizzare i dati dei cellulari degli indagati ma è finito al centro di una vicenda giudiziaria negli USA perché proveniente da Mosca. L’esperto Mattia Epifani: “Il rischio di spionaggio è nullo”.

La procura di Sassari è finita da poco al centro di una vicenda internazionale legata ad un programma informatico russo utilizzato per l'estrazione e l'analisi dei dati degli indagati. Il software si chiama "Oxygen Forensic" ed è citato in un documento del tribunale sardo risalente ad aprile, in cui si elencano i sistemi che possono essere impiegati dalla polizia giudiziaria per le sue indagini. Ma a fine settembre il Dipartimento di Giustizia USA ha annunciato l’arresto dell’americano Lee Reiber, CEO della società “Oxygen Forensics Inc.” che produce il programma, per motivi legali. Un timore diffuso è che delle informazioni private o segrete finiscano nelle mani di uno stato straniero come la Russia di Vladimir Putin.

L’utilizzo in Europa

Il media internazionale “Politico” ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica la vicenda, elencando le istituzioni che utilizzavano il programma, largamente diffuso anche fra i servizi segreti di ogni parte del mondo (compresi quelli statunitensi). Nella lista degli enti europei che hanno adoperato il software ci sono l’Unione Europea, la Spagna, l’Ungheria e anche il nostro Paese.

Per quanto riguarda l’Italia, viene citato proprio il Tribunale di Sassari, che, in un protocollo operativo per la polizia giudiziaria di aprile 2026, elencava “Oxygen Forensic” tra i software consentiti per analizzare i dati degli smartphone entrati in possesso dell’autorità.

Fanpage.it ha condotto un sondaggio informale tra i penalisti del foro sassarese per verificare se l’utilizzo del programma sia abituale nella prassi, ma la materia è talmente tecnica da riguardare più i consulenti che gli avvocati.

Il parere dell’esperto Mattia Epifani

Fanpage.it ha intervistato quindi il professor Mattia Epifani, presidente dell’Osservatorio Nazionale di Informatica Forense, docente presso il SANS Institute statunitense e consulente informatico di fama internazionale.

“Non penso che “Oxygen Forensics Inc.” sia entrata nei servizi segreti americani per acquisire dati, ma solo per una questione di soldi”, spiega Epifani. “Oxygen è una società nata all’inizio degli anni 2000, quando sviluppava un software chiamato “Oxygen Phone Manager”, che serviva a trasferire la rubrica o gli SMS da un vecchio telefono a un nuovo. Il prodotto era destinato ai negozi di telefonia; non era utilizzato a fini legali. Solo in seguito, intorno al 2008-2009, ha aperto una linea di prodotti dedicata all’analisi forense. Il fatto che Oxygen provenga dalla Russia è noto e stra-noto. Ma visto che in passato non c’erano state sanzioni alla Russia, il programma è stato usato da procure e consulenze di tutta Europa fra il 2008 e venti giorni fa, quando Oxygen è stata chiusa”.

“Oxygen è stato espositore a convegni di ricerca e commerciali. Non parliamo di una società oscura, piombata dal nulla. La Procura di Sassari viene citata solo perché ha formalizzato nero su bianco, in un protocollo, le proprie regole, ma è ciò che fanno tutte le procure italiane”, prosegue Epifani, che ha anche collaborato a due progetti dell’Unione Europea che negli anni scorsi hanno utilizzato il software incriminato.

Il primo progetto, EVIDENCE, (European Informatics Data Exchange Framework for Courts and Evidence) si occupava delle investigazioni internazionali. La richiesta da cui si partiva era la seguente: qualora venisse effettuato un sequestro in Olanda di una partita di cocaina, e ciò interessasse anche l’Italia, come si potrebbe trasferire in un altro Stato il dato forense, garantendone l’integrità all’interno di un portale? Gli esperti hanno confrontato diversi programmi (tra cui Oxygen Forensic) per determinare quale fosse il migliore.

Il secondo progetto, INSPECTr (Intelligence Network & Secure Platform for Evidence Correlation and Transfer), si occupava di sviluppare una piattaforma sicura per confrontare i risultati delle analisi giudiziarie. La domanda, in questo caso, era: come si verifica che tutti i software impiegati nell’analisi dei dati forniscano risultati coerenti? “Dieci anni fa abbiamo costruito dei sistemi per facilitare questa situazione; oggi, con l’IA, è molto più immediato”, spiega Epifani.

“Oxygen non era un partner dei progetti europei, ma è stata effettuata una comparativa di tutti i programmi disponibili, per un confronto”, argomenta il consulente informatico. “Il mercato dell’analisi forense è comunque molto piccolo, con 5-7 player che sono un po’ ovunque”.

“Un’esfiltrazione massiva di dati? Non sono preoccupato”

L’esperto ha poi spiegato le ragioni per cui esclude un tentativo di spionaggio. “Oxygen è prevalentemente uno strumento di analisi”, ha chiarito Epifani, “perché per l’estrazione i software più utilizzati sono altri. Oxygen può fare l’estrazione, ma è sempre stato molto più forte nell’analisi dei dati: incrocio di elementi provenienti da più telefoni, analisi delle chat e delle foto”.

“Quando lo si utilizza in questo modo, può essere installato su un server completamente offline, quindi con i dati elaborati all'interno della macchina che si sta utilizzando per l’operazione. Il rischio che il dato esca dalla macchina è nullo quando è disconnessa da Internet. Il rischio di esfiltrazione si presenta quando si usa un server collegato a Internet, ma evitarlo è una delle regole cardine dell’analisi forense. Ci sono alcuni casi in cui ciò non è possibile, ma l’analisi viene comunque effettuata sotto controllo”.

“Perciò un’esfiltrazione massiva, programmata dallo sviluppatore, non avrebbe senso per il modo in cui il software viene utilizzato”, spiega Epifani. “Anzi, da utente sono molto dispiaciuto che Oxygen non ci sia più. Perché, dal punto di vista della qualità del software, era uno dei meglio ingegnerizzati, perché permetteva di fare incroci e analisi anche dove altri programmi avevano potenzialità limitate”.

“Con il Ceo americano di “Oxygen Forensics Inc.” ho fatto grandissime chiacchierate di natura tecnica, ho acquistato i loro prodotti, ma non sono un loro partner. Dal punto di vista tecnico, mi dispiace”, conclude Epifani. “Vent’anni fa la situazione geopolitica era diversa, è una storia che va oltre il merito. Ma non credo che si rimedierà mai a una situazione del genere, io la considero una perdita di know-how per il settore scientifico. Gli altri competitor si stanno leccando le dita, perché guadagneranno di più”.

Il reale motivo del blocco

Il comunicato del Dipartimento di Giustizia statunitense pubblicato il 23 settembre spiega il reale motivo dell'arresto di Reiber. Dopo che nel 2022 gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni alla Russia a seguito dell’invasione dell’Ucraina, il CEO di "Oxygen Forensics Inc." (con sede in Virginia, negli Stati Uniti), avrebbe nascosto la reale nazionalità dei proprietari della sua società (russi) per consentire la vendita del suo prodotto anche ai servizi segreti statunitensi.

È finito in manette anche Oleg Sergeyevich Davydov, russo, cofondatore del primo nucleo della società (creata nel Paese moscovita nel 2000), fermato all’aeroporto di Londra mentre si imbarcava su un volo diretto a Istanbul.

Nello specifico: a dicembre del 2022 e a ottobre del 2023, Reiber avrebbe dichiarato il falso, affermando che la società di cui è proprietario non era controllata da altri e avrebbe nascosto che il prodotto fosse ancora sviluppato in Russia (dove viene venduta anche una versione speculare per il mercato e per i servizi segreti russi). Obiettivo: evitare di perdere un contratto di vendita con il National Computer Forensics Institute statunitense. Nel luglio del 2024, la società ha anche dichiarato al Dipartimento della Difesa degli USA che nessuno straniero avrebbe potuto controllare il suo consiglio di amministrazione.

Secondo quanto riportato dal Dipartimento di Giustizia, l’“Oxygen Foreniscs Inc.” ha invece una holding company con sede a Cipro. Dalle ricerche condotte da Fanpage.it sui dati del Registro delle Imprese cipriota, nell’isola mediterranea risulta iscritta la società “Oxygen Forensics Limited”, con direttore Maksim Vialkov (russo). Lo stesso Vialkov, secondo un documento reperibile sul sito dell’ufficio brevetti degli Stati Uniti, è il titolare del marchio del programma “Oxygen Forensic” dal 2016.

Al momento, il dominio www.oxygenforensics.com è stato oscurato e sequestrato dal Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti; il programma informatico verosimilmente non verrà più aggiornato e diventerà obsoleto entro pochi mesi (con grande disappunto per i privati che hanno da poco acquistato una licenza annuale, il cui costo va da 8 a 12 mila euro).

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