Manovra 2027

Quanto si guadagna con la flat tax a 100mila euro per le partite Iva inserita in Manovra

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A cura di Luca Pons
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La soglia per applicare la flat tax del 15% per partite Iva si alza a 100mila euro di ricavi con la legge di bilancio 2027. Superati gli 85mila euro, però, bisognerà versare l’Iva, riducendo di parecchio il beneficio.

Dopo anni di insistenza della Lega, il tetto della flat tax per le partite Iva si alza da 85mila a 100mila euro con la manovra 2027. Dall'anno prossimo, i lavoratori autonomi che hanno una partita Iva potranno pagare un'imposta sostitutiva ‘piatta' del 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività, se hanno fino a 100mila euro di entrate o ricavi. C'è una distinzione importante: chi va oltre gli 85mila euro dovrà comunque versare l'Iva, mentre sotto quella soglia si è esonerati. Una differenza che riduce i guadagni legati alla flat tax.

Come cambia la flat tax per partite Iva nel 2027

La flat tax per le partite Iva esiste in Italia dal 2015, quando fu introdotta dal governo Renzi con requisiti piuttosto stringenti e un tetto massimo alle entrate massime fissato a 50mila euro. Fu poi allargata nel 2019 dal primo governo Conte, quello di M5s e Lega, fino a 65mila euro di ricavi. Espandere la flat tax è una delle battaglie su cui la Lega di Matteo Salvini ha puntato di più negli ultimi anni, ma finora l'unico salto era arrivato nel 2022, con la prima manovra del governo Meloni: da 65mila a 85mila euro.

Per questo, nell'ultima legge di bilancio prima delle elezioni, in un momento in cui il Carroccio è in difficoltà nei sondaggi, il segretario leghista ha insistito perché arrivasse un altro aumento. Con la manovra 2027, tutte le partite Iva con entrate o ricavi fino a 100mila euro potranno sostituire l'Irpef con un'imposta fissa del 15%. Chi si apre una nuova partita Iva, per i primi cinque anni, avrà una flat tax ulteriormente ridotta al 5%.

Il problema dell'Iva e il negoziato Ue

La flat tax ‘allargata' ha 100mila euro ha però un grosso limite. Chi resta entro gli 85mila euro di entrate continuerà ad avere un altro dei benefici della tassa piatta: non sarà obbligato a versare l'Iva. Chi invece supera questa soglia dovrà farlo. Il motivo è che le normative europee sul tema hanno fissato un limite esplicito a 85mila euro. Oltre questa soglia, per legge, il pagamento dell'Iva non si può ‘assorbire' in un'unica imposta, come invece vorrebbe fare il governo.

La questione resta aperta. L'esecutivo italiano sta trattando con la Commissione europea per provare a trovare un compromesso o una soluzione di qualche tipo. "Abbiamo un anno di tempo", ha detto Giorgia Meloni in conferenza stampa. Per come stanno le cose adesso, chi aderisce alla flat tax ma ha ricavi sopra gli 85mila euro sarà comunque obbligato a versare l'Iva.

Quanto si guadagna con la flat tax rispetto alle tasse ordinarie

Il regime forfettario, quello in cui si paga solamente la flat tax, è molto vantaggioso per le partite Iva. Fino a 85mila euro, si paga il 15% invece di versare l'Irpef. La prima imposta, quella sui redditi, varia in base alle entrate: per le somme dai 55mila euro in su si paga il 43%, per quelle tra 28mila e 55mila euro il 33%, e per i primi 28mila euro il 23%. Tutte percentuali decisamente più alta del 15%, e lontane anni luce da 5% che le partite Iva possono versare per i primi cinque anni. Senza contare che la tassa piatta sostituisce anche tutte le addizionali Irpef comunali e regionali, che aumentano l'esborso di alcuni punti percentuali.

Facendo un calcolo estremamente semplificato, senza tenere conto delle addizionali e delle detrazioni, chi ha un reddito da 85mila euro lordi e paga l'Irpef ordinaria versa poco meno di 29mila euro. Una somma lorda pari a circa il 34% delle entrate. È evidente che, sostituendola con un'imposta che vale o il 5% o il 15%, il risparmio è significativo.

Con la nuova flat tax fino a 100mila euro però, come detto, c'è un inconveniente: superati gli 85mila euro tornano gli obblighi legati all'Iva. Le partite Iva sotto questa soglia sono esonerate, il che significa che non devono versare l'Iva (e quindi neanche farla pagare ai propri clienti) e, d'altra parte, non possono detrarre l'Iva dei prodotti che acquistano. Oltre gli 85mila euro e fino ai 100mila euro, invece, nascerà un regime diverso. Tassa ‘piatta', ma obbligo anche di versare l'Iva.

L'importo dell'Iva varia molto in base al settore, dal 4% al 22%. In ogni caso, si tratta di un pagamento in più che si dovrà effettuare, riducendo i benefici della flat tax rispetto al regime precedente. Ci sarà comunque un guadagno: il governo ha previsto che lo Stato incasserà circa 260 milioni di euro in meno ogni anno con questa riforma.

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