Manovra 2027

Manovra, le ipotesi sulla casa: dal bonus ristrutturazioni alla cedolare secca al 5% sugli affitti

A cura di Giulia Renda
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Dall’Ecobonus agli incentivi per gli affitti, fino alle agevolazioni per i giovani under 36: il governo vaglia le misure per la casa che potrebbero trovare spazio nella prossima legge di bilancio. Ecco cosa sappiamo.

In vista della nuova Legge di Bilancio, sono diverse le misure di cui si sta discutendo, dai bonus per le ristrutturazioni agli incentivi per gli affitti, fino alle agevolazioni per i giovani che vogliono acquistare la prima casa. Si tratta, in molti casi, di proposte ancora da definire, per le quali bisognerà capire quali troveranno spazio nella manovra del 2027.

Bonus casa: possibili proroghe e aumenti

Oggi esistono diverse agevolazioni per chi effettua lavori sulla propria abitazione, come l’Ecobonus, che incentiva gli interventi per migliorare l’efficienza energetica, il Sismabonus, dedicato al miglioramento della sicurezza degli edifici in caso di terremoto, e il Bonus ristrutturazioni, destinato a determinati lavori edilizi. Dal 2027 però, in assenza di una proroga, queste agevolazioni potrebbero cambiare o addirittura sparire.

Gli incentivi consistono in detrazioni, che consentono di recuperare una parte delle spese sostenute pagando meno tasse, generalmente nell’arco di più anni. Per esempio, con una detrazione del 50% su una spesa di 10.000 euro, è possibile recuperare complessivamente 5.000 euro, nel rispetto dei requisiti previsti. Dal 2027, in assenza di nuovi interventi, la percentuale di detrazione per le abitazioni principali scenderebbe dal 50% al 36%, mentre per gli altri immobili passerebbe dal 36% al 30%. Di conseguenza, la somma che si potrà recuperare sarà più bassa. Per mantenere le agevolazioni attuali, sarà necessario investire circa 500 milioni di euro.

In questo momento la maggioranza non discute solo di eventuali proroghe dei bonus, ma anche di aumenti degli stessi. Per quanto riguarda l'Ecobonus si sta pensando di aumentarlo al 65%. Questo comporterebbe una spesa ulteriore di 50 milioni di euro l'anno.

Diverso dall'Ecobonus è il conto termico, un vero e proprio contributo economico sia per i privati che per le imprese per migliorare l'efficienza energetica degli edifici. Anche per questo il pensiero della maggioranza è di rafforzarlo, la spesa ammonterebbe tra i 700 e 800 milioni di euro, che potrebbero essere coperti tramite fondi europei per le misure energetiche.

Affitti, il governo vuole abbassare la cedolare secca al 5%

Si pensa di intervenire anche sul fronte degli affitti. Oggi, chi affitta una casa paga una tassa sui soldi che riceve dall'inquilino, chiamata cedolare secca. La proposta è quella di abbassare questa tassa dal 10% al 5% per gli affitti a canone concordato, cioè quelli con un prezzo stabilito in base ad accordi locali. In questo modo, il governo spera di incentivare i proprietari ad affittare più case a prezzi accessibili. Secondo le stime riportate da Sky TG24 nel 2027 sarebbero circa 257mila i nuovi affitti che potrebbero usufruire della tassa ridotta, e 100 milioni di euro i soldi che lo Stato potrebbe incassare in meno. Ad esempio, su un affitto di 750 euro al mese, il proprietario pagherebbe 900 euro di tasse all’anno con l’aliquota al 10%, contro i 450 euro previsti con quella al 5%. Risparmierebbe quindi 450 euro all’anno, se la proposta venisse approvata.

Piccoli negozi: il possibile ritorno della cedolare secca al 21%

Un'altra proposta riguarda i piccoli negozi, dove si vorrebbe reintrodurre la cedolare secca al 21% sugli affitti dei locali commerciali. Oggi in generale, non si può scegliere la cedolare secca, il proprietario paga le imposte con il regime ordinario, in base alla propria situazione fiscale. Con questa misura l'obiettivo è quello di alleggerire il peso fiscale e favorire affitti più accessibili per i commercianti. La misura avrebbe un costo stimato di 170 milioni di euro per lo Stato, ma anche questa è soltanto un'ipotesi.

Under36: potrebbe tornare l'incentivo per comprare la prima casa

Si sta valutando di reintrodurre alcune agevolazioni per i giovani che comprano la prima casa. I requisiti principali sarebbero due: avere meno di 36 anni e un ISEE non superiore a 40.000 euro. Queste agevolazioni erano state introdotte nel 2021 e permettevano ai giovani che rispettavano i requisiti di risparmiare su alcune tasse legate all'acquisto della prima casa.In particolare, era possibile non pagare le imposte di registro, ipotecaria e catastale, un credito d’imposta pari all’Iva versata per l’acquisto di un’abitazione nuova e l’esenzione dall’imposta sostitutiva sui finanziamenti per comprare, costruire o ristrutturare casa. Il bonus speciale under 36 aveva una durata limitata. Le agevolazioni si applicavano agli acquisti conclusi entro il 2023, con alcune eccezioni, dal 2025. Quindi, questo bonus non è stato più rinnovato per i nuovi acquisti.

Tra le ipotesi sul tavolo c'è anche la riduzione dell'IVA dal 10% al 5% per alcuni affitti da parte delle imprese costruttrici e l'applicazione della cedolare secca agli affitti abitativi quando l’inquilino è un’impresa. Come sempre, la decisione finale dipenderà dalle risorse disponibili e dalla possibilità di sostenere tutte le misure proposte.

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