Manovra 2027

Manovra, taglio Irpef ancora in bilico ma Meloni apre uno spiraglio: “Favorevole, dipende dalle risorse”

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Meloni in Parlamento per le comunicazioni in vista del Consiglio europeo apre uno spiraglio sul nuovo taglio Irpef in manovra: “Sono ovviamente più che favorevole all’estensione dell’aliquota al 33%”, ma aggiunge “Molto dipende dalle risorse delle quali potremo disporre”.

La presidente del Consiglio Meloni durante l'intervento alle Camere riapre la partita del nuovo taglio Irpef per il ceto medio, la misura che stando agli annunci dovrebbe consentire di alzare da 50 a 60mila euro il raggio d'azione della seconda aliquota Irpef al 33%, allargando la platea.

"Sono ovviamente più che favorevole all'estensione dell'aliquota al 33%" per chi è oltre la soglia di "50.000 euro di reddito", ha affermato ieri la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo nell'Aula di Montecitorio durante la replica alla discussione sulle sue comunicazioni relative al Consiglio europeo al via oggi a Bruxelles. "Sono tutte misure – ha detto rispondendo all'intervento di Luigi Marattin, deputato del Partito liberaldemocratico – che secondo me vale la pena di approfondire, alcune le stiamo già approfondendo perché siamo nei giorni in cui si discutono le misure della legge di bilancio. Molto dipende dalle risorse delle quali potremo disporre e quindi anche di quello di cui stiamo parlando in queste ore".

Come vi abbiamo raccontato in quest'articolo, il dialogo nel centrodestra non ha portato ancora a decisione definitiva. Il viceministro all'Economia Leo, intercettato da Fanpage.it, ha detto che il governo è al lavoro e "nessuna decisione è stata presa".

Da una parte c'è il vicepremier Tajani che spinge per includere l'intervento nella prossima legge di Bilancio ("riteniamo che si debba assolutamente procedere per il taglio dell'Irpef"). Dall'altra c'è qui nella maggioranza vorrebbe puntare su misure dall'effetto più tangibile, da spendere più facilmente durante la campagna elettorale: il problema è che la riduzione dello scaglione dell'Irpef non avrebbe un impatto immediato, ma diluito nel tempo, raggiungendo una platea piuttosto modesta, circa 3 milioni di persone. Meglio quindi spostare quei 2,7 miliardi di euro (queste le coperture stimate) su altri capitoli.

Molto potrebbe dipendere dalla trattativa in corso con l'Europa, per capire come si potranno spendere i 14 miliardi di cui l'Italia dispone per l'energia (7 quest'anno e 7 l'anno prossimo), previsti dalla clausola di salvaguardia nazionale, lo strumento che consente ai Paesi membri di deviare temporaneamente dai vincoli del Patto di Stabilità per far fronte a circostanze eccezionali. Lo ha ricordato anche Giorgetti alla Camera, spiegando che la flessibilità concessa dall'Ue sarà sicuramente utilizzata per "investimenti per garantire la sicurezza energetica, quindi la capacità di sopportare in futuro crisi di questo tipo che derivano dalla fornitura di combustibili fossili, ma noi riteniamo che esso debba essere in qualche modo, specialmente almeno nella fase iniziale della crisi, anche volto a dare sostegno in modo selettivo e temporaneo a famiglie e imprese che oggi si trovano a dover affrontare una situazione di particolare difficoltà rispetto all'incremento dei prezzi e all'inflazione che ne è derivata". La trattativa probabilmente andrà avanti fino a quando il Consiglio europeo non delibererà formalmente la concessione della clausola di salvaguardia nazionale per energia e difesa (dopo il via libera della Commissione Ue arrivato una settimana fa, il parere del Consiglio è atteso il 9 novembre). Nella giornata di martedì invece è arrivato l'ok del Parlamento allo scostamento di bilancio da 28,8 miliardi fino al 2028. Per questo probabilmente le scadenze previste dall'iter della legge di Bilancio non verranno rispettate: in teoria l'approvazione della Finanziaria dovrebbe arrivare il 20 ottobre, ma è probabile uno slittamento. Il via libera in Cdm al testo potrebbe arrivare il 23, poi la palla passerebbe al Parlamento, che potrebbe riceverlo intorno al 28. Ma non è escluso che si arrivi ai primi di novembre.

Meloni ha chiesto direttamente a Bruxelles di usare l'extragettito Iva legato all'aumento dei prezzi per misure temporanee e mirate a favore di famiglie e imprese. E di certo riproporrà il tema, nel tentativo di ottenere dall'Ue maggiore flessibilità fiscale per contrastare l'inflazione. Fino ad ora la Commissione ha sempre alzato un muro. Nei prossimi giorni Meloni e Giorgetti saranno impegnati in missioni internazionali: la premier a Bruxelles al Consiglio europeo, Giorgetti a Bangkok per le riunioni annuali del Fondo monetario internazionale e della Banca Mondiale e poi per gli appuntamenti di G7 e G20.

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