Consigliere comunale a Bologna. Vicecapo della segreteria particolare di Luigi Di Maio a Palazzo Chigi. Socio della Associazione Rousseau e vicino a Davide Casaleggio. Massimo Bugani nel Movimento 5 Stelle non si può certamente definire come una persona di poco conto. Ma oggi si è consumata una frattura tra lui e il capo politico pentastellato. Bugani ha annunciato le sue dimissioni da vicecapo della segreteria particolare e l'ha fatto attraverso un’intervista al Fatto Quotidiano. Bugani si è dimesso anche da coordinatore del M5s in Emilia Romagna, dove nei prossimi mesi si andrà al voto per le elezioni regionali.

Bugani racconta nell’intervista quando ha sentito i primi avvertimenti, quando ha colto i segnali di rottura per la prima volta: “Di Maio non mi ha perdonato: è iniziato tutto dopo la mia intervista al Fatto del 19 giugno, in cui auspicavo unità nel Movimento e sostenevo che Di Maio e Di Battista non sono alternativi ma complementari. Poche ore dopo mi chiesero di non rilasciare più interviste e non capisco perché, visto che io non volevo certo mettere in difficoltà Luigi. Ritenevo doveroso richiamare alla compattezza in un momento difficile e invitare a non puntare il dito contro Di Battista o altri”.

È stato in quel momento che ha capito che il suo ruolo “veniva messo in discussione e che non c'era più fiducia in me. E nel giro di qualche giorno mi hanno fatto sapere che il mio stipendio da vicecaposegreteria sarebbe stato dimezzato per contenere le spese: da 3.800 a 1.600 euro. Ma io non sono aggrappato ai contratti e allora ritengo doveroso dare anche le mie dimissioni”. Non solo, perché la situazione è persino peggiorata quando Bugani ha attaccato pubblicamente il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, che ha autorizzato il passante autostradale di Bologna, ritenuto inutile dal M5s e contro cui si è battuto tutto il Movimento in consiglio comunale nel capoluogo. Bugani sembra poi voler rivendicare, a chiusura dell’intervista, i suoi buoni rapporti con parte del M5s, tra cui anche alcuni dei suoi più importanti esponenti: “Ho informato delle mie dimissioni Grillo, Casaleggio, Di Battista e altri amici ma quello che ci siamo detti resterà tra noi”.