Diventa un caso dentro Forza Italia la disponibilità a candidarsi alle elezioni europee di Mara Carfagna. E il partito si spacca sul ruolo della vicepresidente della Camera. Tanto da portare qualcuno, in anonimato, a parlare di “golpe” nei confronti di Silvio Berlusconi. La vicenda nasce in giornata, quando Roberto Occhiuto e Paolo Russo hanno chiamato in causa la Carfagna: “L’obbligo della doppia preferenza uomo-donna richiede la presenza di candidate forti, capaci di orientare il consenso, e non solo di testimonial locali della nostra battaglia, per quanto brave e qualificate”. E lei non si è tirata indietro, dicendosi subito disponibile: “Se il partito lo ritiene utile sono a disposizione, come in passato e come sempre”.

L’idea è quella di candidare la Carfagna per recuperare voti nella circoscrizione Sud, dove Fi punterebbe a riavvicinare qualche elettore deluso del Movimento 5 Stelle. E lei si dice pronta a scendere in campo in prima persona. Ma la sua iniziativa è sembrata non piacere a molti, così nei vertici la reazione è scomposta, tanto da parlare di “golpe” nel partito e di tentativo di rottamare Berlusconi. Lei tira dritto: “Le inutili calunnie non mi fermano. Andiamo avanti”.

Qualcuno la difende subito, come Mariastella Gelmini. O Renato Brunetta, che afferma: “La disponibilità alla candidatura di Mara Carfagna rappresenta un golpe contro il partito e contro Berlusconi? A dirlo è un ‘big azzurro'. È certamente una divertente fake news. Se è un big non può essere anonimo, se è anonimo non può essere un big. Delle due, l'una. La partita è chiusa”. Si schiera con la vicepresidente della Camera anche Michaela Biancofiore: “Questo è il momento in cui tutti quelli che hanno un ruolo da nomina, una riconoscibilità, consenso politico, visibilità televisiva, dovevano fare come ha fatto la Carfagna e dare la propria disponibilità per trainare il partito in un momento nel quale ci giochiamo il tutto per tutto. Stretti tra avversari esterni e soprattutto interni al partito, che nuocciono più di chiunque altro”.

Gli scontri interni agli azzurri erano iniziati, però, già in mattinata. E avevano evidenziato già la spaccatura tra due fazioni, che da tempo sembrano non trovare una posizione comune. Da una parte c’è propria Mara Carfagna, sempre più lontana dalle posizioni della Lega e di Matteo Salvini. Dall’altra chi invece con Salvini è sempre più vicino: il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. Secondo quest’ultimo il “sogno della Carfagna” è quello di uscire dal partito. E lei ha risposto subito: “Dai, Giovanni, forza! Svegliati, posa il bicchiere di caffè e vai oltre il titolo. Ce la puoi fare”.