Formigoni indagato per corruzione e finanziamento illecito

Ora è davvero bufera sulla Regione Lombardia. Il presidente del Pirellone, Roberto Formigoni, sarebbe  indagato nell‘inchiesta della Procura di Milano sui 70 milioni di euro che il polo privato della sanità Fondazione Maugeri ha pagato negli anni al consulente-mediatore Pierangelo Daccò. Lo riporta il Corriere della sera. Secondo le indiscrezioni  (al momento non confermate né dalla procura di Milano né dalla Regione Lombardia), il governatore è accusato di corruzione per benefit di «ingente valore patrimoniale (vacanze, soggiorni, utilizzo di yacht, cene di pubbliche relazioni a margine del Meeting di Rimini, termini della vendita di una villa in Sardegna a un coinquilino di Formigoni nella comunità laicale dei Memores Domini)» ricevuti da Daccò, in carcere dal 15 novembre, e finanziamento illecito per oltre mezzo milione di euro. Quest'ultimo, secondo il quotidiano, sarebbe arrivato da una azienda sanitaria privata in vista della campagna di Formigoni per le Regionali lombarde.

«Non ne so nulla». Così Roberto Formigoni, replica alla notizia, pubblicata sul Corsera. Il governatore lombardo si è sempre detto estraneo alla vicenda. Anche su twitter Formigoni conferma di non essere al corrente dell'indagine a suo carico. Ad ogni modo, alle 11 circa è prevista, nella sede della Regione, una conferenza stampa del numero uno del Pirellone convocata già ieri sera.

Alla base delle accuse contro Formigoni, ci sarebbero anche delle «delibere della giunta ad interesse della Maugeri». In particolare i pm milanesi, riporta il Corriere, ipotizzano la corruzione nei confronti del governatore anche analizzando una serie di misure «complesse» che hanno ritoccato al rialzo i drg (i rimborsi per le prestazioni sanitarie) e che hanno riguardato alcune strutture sanitarie tra le quali rientrava l'ente con sede a Pavia. Tali misure approvate dalla Giunta lombarda hanno cominciato ad essere esaminate negli ultimi interrogatori e, in particolare, da quanto si apprende, in quelli resi da Costantino Passerino, l'ex direttore amministrativo della Maugeri arrestato lo scorso 13 aprile assieme, tra gli altri, all'ex assessore regionale Antonio Simone, amico personale del governatore come Daccò. In altre parole, il sospetto degli inquirenti è che tali delibere di giunta sulla maggiorazione dei rimborsi sarebbero state il "compenso" dei benefit di lusso, come i viaggi le vacanze su mega yacht pagate da Daccò, come da lui stesso a messo a verbale, a Formigoni e al suo entourage.