Diritto alla riparazione, in vigore da oggi le nuove regole: cosa cambia per la garanzia e su quali prodotti
Lo smartphone che rallenta dopo due anni, la lavatrice che si guasta appena scade la garanzia, il pezzo di ricambio introvabile che ci costringe a ricomprare tutto. Questo fenomeno si chiama obsolescenza programmata, un ingranaggio perfetto di un capitalismo basato sulla crescita infinita e sul consumo compulsivo. Un modello economico che per sopravvivere ha dovuto trasformare i beni durevoli in rifiuti usa e getta. Da oggi entra ufficialmente in vigore in Italia il decreto legislativo n. 176/2026 che recepisce il Diritto alla Riparazione. Una svolta normativa che promette di scardinare la logica del "compra, rompi, ricompra".
Quali prodotti sono coinvolti e cosa cambia
Le nuove regole riguardano diversi dispositivi di uso quotidiano, dagli smartphone ai tablet, fino a televisori e display. Sul fronte degli elettrodomestici, invece, sono interessati lavatrici, lavasciuga, lavastoviglie, frigoriferi, congelatori, asciugatrici e aspirapolvere. Per capire come intervenire si dovrà contattare l'assistenza del produttore, indicando il modello e il problema. L'azienda dovrà fornire le informazioni necessarie e, quando previsto, rendere disponibili i ricambi e le istruzioni per la riparazione.
Sarà dato più spazio anche ai tecnici indipendenti, che potranno utilizzare ricambi originali, usati o compatibili, nel rispetto delle regole di sicurezza e della proprietà intellettuale. Il produttore non potrà rifiutare un intervento soltanto perché il dispositivo è già stato riparato da un professionista esterno alla sua rete di assistenza.
Un anno di garanzia in più per chi sceglie di riparare
Il decreto introduce una novità anche per chi ha acquistato un prodotto da poco e lo vede guastarsi mentre è ancora coperto dalla garanzia legale. In questi casi, se il consumatore sceglie la riparazione al posto della sostituzione per risolvere un difetto coperto dalla garanzia, la tutela viene prolungata di altri dodici mesi. L'estensione scatta una sola volta. Ad esempio: una lavatrice nuova acquistata e consegnata a settembre 2026, con una garanzia ordinaria di due anni, avrebbe normalmente una copertura fino a settembre 2028. Se viene riparata in garanzia alle condizioni previste dalla nuova norma, la scadenza viene spostata a settembre 2029.
La riparazione in garanzia deve restare gratuita e avvenire in tempi ragionevoli, senza creare disagi eccessivi per il cliente. Chi resta senza frigorifero o smartphone durante l'intervento non ha automaticamente diritto a un dispositivo sostitutivo. Il produttore può offrirne uno temporaneo, ma non è obbligato a farlo in ogni caso.
Sanzioni fino a 50mila euro per chi non rispetta le regole
Se un produttore non rispetta le regole, le violazioni possono essere segnalate all'Autorità garante della concorrenza e del mercato, che si occupa dei controlli e dell'applicazione delle sanzioni previste dalla normativa. Gli importi indicati dal decreto vanno da 5.000 a 50.000 euro, con possibilità di raddoppio nei casi di particolare gravità o recidiva. Per chi vuole ottenere un rimborso o risolvere una controversia individuale, invece, la segnalazione all'Antitrust non basta da sola: può essere necessario rivolgersi direttamente all'azienda o chiedere assistenza a un'associazione dei consumatori.
Meno rifiuti e risparmi per i consumatori: le stime europee
Il prossimo passaggio riguarda una piattaforma online europea dedicata alla riparazione, prevista per il 2027, confrontando le opzioni disponibili, in un contesto in cui continuano a crescere le apparecchiature elettroniche immesse sul mercato. Secondo Eurostat, nel 2024 nell'Ue sono stati raccolti 12,3 kg di rifiuti elettronici per abitante, mentre le nuove apparecchiature immesse sul mercato hanno raggiunto i 32,4 kg a persona. Rispetto al 2015, la quantità di apparecchiature vendute è aumentata del 79%.