Di Maio a Boschi: “Sì a confronto tv su banche ma in piazza e dopo il 5″. Lei: “Hai paura?”

Il candidato premier del M5s, Luigi DI Maio, risponde alla polemica con la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi sulla questione banche e accetta il confronto in tv proposto dalla Boschi ieri sera, ma solo a determinate condizioni: che avvenga dopo il 5 novembre – data delle elezioni siciliane – e che si tenga in piazza, davanti ai risparmiatori di Banca Etruria.
La polemica è nata da una frase di Di Maio che ha definito l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi e la stessa Boschi come “aguzzini” dei risparmiatori. Ieri sera è arrivata la replica della Boschi con richiesta di un confronto televisivo per fare chiarezza sulla vicenda. Il vicepresidente della Camera ha risposto questa mattina intervenendo a L’Aria che tira, su La7: “Rivendico l’espressione aguzzini. Quando vorrà confrontarsi – dice riferendosi a Maria Elena Boschi – ben venga, sono disposto. Ma dopo il 5 novembre essendo impegnato qui in Sicilia e facendo un confronto all’americana davanti a una piazza di risparmiatori, quelli che lei non ha mai ascoltato”. In particolare, Di Maio vorrebbe che il confronto si tenesse davanti alla sede di Banca Etruria.
La risposta della Boschi: ‘Ha paura? Ci dica la data'
La risposta della sottosegretaria alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi non si è fatta attendere ed è arrivata tramite i social network. In particolare, ha risposto su Twitter: "Caro Di Maio, perché hai paura di affrontarmi davanti a qualche milione di italiani? Porta a Porta su Rai1 ci aspetta #dacciladata".
La Boschi ha ribadito la sua posizione su Facebook:
Nel frattempo l’onorevole Di Maio ha risposto ponendo condizioni per il confronto. Per me va bene aspettare le elezioni siciliane come lui chiede. E va bene anche che si porti in studio la claque dei suoi amici ad applaudirlo. Può persino chiedere l'aiuto da casa, se si sente più tranquillo. Mi dica solo il giorno: Porta a Porta ha offerto per primo la disponibilità e va in onda il 7, l'8 e il 9 novembre. Ci dica la data che preferisce, appena ha finito di girare per l'Italia mentre noi lavoriamo nei luoghi delle istituzioni che ci pagano lo stipendio per lavorare, non per stare in piazza. Oppure ha paura ad affrontarmi in studio? I veri truffati sono quelli che credono alle sue bugie.
Referendum in Lombardia e Veneto: ‘Decisivi elettori M5s'
Sul referendum per l’autonomia che si è tenuto in Lombardia e Veneto, il candidato premier del M5s parla di “importante affluenza al voto” e sostiene che “siano stati determinanti gli elettori del M5s nei risultati”. “Qualsiasi governo deve tenere conto delle consultazioni popolari”, aggiunge ribadendo che il M5s ha sempre proposto referendum come quello che si è tenuto domenica.
La richiesta di vigilanza all'Osce per le elezioni siciliane
Di Maio è tornato a chiedere all'Osce di monitorare il voto siciliano del 5 novembre "per smascherare i furfanti che fanno il voto di scambio". Il vicepresidente della Camera parla del candidato del M5s Giancarlo Cancelleri e accusa i suoi avversari alle urne: "Chi ha provocato i disastri della regione è sotto processo ma si candida comunque ed è nelle liste di Musumeci. Ci sono anche persone incriminate per aver preso voti della mafia. Io sono preoccupato, per questo chiediamo l’intervento dell’Osce".
M5s come il Pci? ‘Lo vedremo'
Di Maio ha risposto alle domande della conduttrice che ha paragonato per qualche aspetto il M5s al Pci di Berlinguer, citando innanzitutto la questione morale e paragonando il grido "onestà, onestà" di marca pentastellata a quella formula: "Penso che la superiorità morale – risponde Di Maio – devono certificare i cittadini, noi ci siamo limitati a porre come condizione per candidarti il fatto che devi essere incensurato. Abbiamo un codice etico che stabilisce che chi ha una condanna in primo grado deve lasciare". E sulla possibilità che M5s, proprio come il Partito Comunista, abbia un largo consenso ma non vada mai al governo, Di Maio afferma: "Lo vedremo, in questo momento sto assistendo a una scena dei partiti tradizionali che ci avvantaggia: il fatto che siano tutti quanti insieme per fare una legge contro di noi ci favorirà. Una legge non può cambiare il corso della storia. Non c’è legge elettorale che tenga".