Luca Zaia, presidente della regione Veneto, dopo il successo del referendum per l’autonomia, alza il tiro e annuncia di voler presentare una proposta di legge costituzionale per riconoscere il Veneto come regione autonoma a statuto speciale. Un’idea “irricevibile” per il governo, ma che spetta, eventualmente, al Parlamento esaminare, secondo il sottosegretario Gian Claudio Bressa. Nel Veneto amministrato dal leghista Zaia il sì al referendum ha prevalso con il 98,1% con il 57,2% degli aventi diritto che si è recato alle urne. Diverso il destino della Lombardia, dove a votare è andato il 38,2% degli aventi diritto.

La proposta del Veneto per chiedere lo statuto speciale.

Il presidente della regione Veneto Luca Zaia sostiene di “dover dare una concreta risposta alle istanze emerse negli ultimi anni nell’ambito di una strategia di interventi a livello regionale diretti alla stesso scopo: riconoscere anche al Veneto i privilegi di cui godono le regioni a statuto speciale rispetto a quelle a statuto ordinario, presentando una proposta di legge costituzionale volta a riconoscere il Veneto come regione autonoma a statuto speciale".

In particolare, Zaia ha presentato in giunta un disegno di legge di proposta di legge statale che chiede una modifica del primo comma dell’articolo 116 della Costituzione aggiungendo dopo la parola Valle d’Aosta anche Veneto. La giunta ha approvato tre proposte: le altre due riguardano l’avvio del negoziato con lo Stato per l’ottenimento di competenze relative a 23 materie.

La risposta del governo: ‘Proposta irricevibile'

La risposta del governo alla proposta di Zaia è stata affidata al sottosegretario Gian Claudio Bressa: “Siamo pronti ad aprire un tavolo subito ma la condizione di partenza è che le regioni approvino una legge in attuazione dell'articolo 116 della Costituzione”. Secondo Bressa, il “problema è che oggi Zaia ha fatto approvare in giunta una proposta di modifica costituzionale per inserire il Veneto tra le Regioni a statuto speciale. È una proposta non ricevibile dal governo, semmai di competenza del Parlamento”.

Bressa si sofferma poi sulla situazione dell’Emilia Romagna: “Domani abbiamo l'incontro con il presidente dell'Emilia Romagna Bonaccini per definire una serie di incontri nei quali discutere il contenuto della legge dell'Emilia Romagna in attuazione dell'articolo 116 della Costituzione. Allo stesso modo possiamo fare con le altre regioni. Ma la condizione di partenza è che queste regioni approvino una legge regionale, così come prevede il terzo comma dell'articolo 116 della Costituzione. Siamo disponibili comunque a incontrare tutti e fare un tavolo con tutti”.

Bressa sottolinea che non si può aprire il tavolo sulla base della legge proposta da Zaia “perché prevede una modifica costituzionale”. Il sottosegretario dice ancora, riferendosi al presidente della regione Veneto: “Deve innanzitutto fare una proposta di legge in base all'articolo 116 indicando le materie in cui chiede autonomia differenziata. Ma non l'ha ancora fatto: la modifica della Costituzione non è nella disponibilità del governo. Se presenterà una legge che sia possibile discutere la discuteremo, così come iniziamo a fare domani con l'Emilia Romagna”.