Salvata da violenza dopo la discoteca a Torino, aggressore individuato dopo 5 mesi: tradito dalla borsa rubata

Aveva appena salutato un'amica dopo una serata in discoteca al Sabor Latino di Torino e a pochi passi da casa è stata fermata da un 20enne che l'ha bloccata e palpeggiata. L'intervento di un passante ha evitato che la violenza sessuale proseguisse: la 26enne torinese è stata salvata alle 3 di notte in strada tra il 13 e il 14 dicembre 2025. La denuncia, dopo 5 mesi di indagini, ha permesso di rintracciare l'aggressore: si tratta di un 20enne incensurato e regolarmente residente in Italia. Nei giorni scorsi è stato arrestato nella cooperativa di Marene (Cuneo) dove lavorava. Oltre alla violenza sessuale, le autorità contestano al giovane anche la rapina, visto che ha preso anche il cellulare e il portafogli della ragazza.
La giovane ha raccontato alle autorità nel dettaglio quanto subito dopo la serata con gli amici. L'aggressore l'aveva probabilmente già adocchiata e aveva aspettato che fosse sola. Il giovane l'ha fermata lungo via Cecchi e bloccata per le spalle, toccandola poi ovunque. Nel mentre le ha strappato la borsetta con dentro portafogli e cellulare. Per convincerlo a restituirli, la ragazza gli aveva anche detto che sarebbe andata con lui a prelevare del denaro.
Nel mentre ha cercato di attirare l'attenzione dell'unico passante (che poi l'ha soccorsa), urlando con tutto il fiato che aveva in corpo. L'uomo è intervenuto mettendo in fuga l'aggressore che però ha portato con sé la refurtiva. Sarebbe stata proprio quella a tradirlo: il giorno dopo ha provato a prelevare dal bancomat della 26enne, che nel frattempo aveva già bloccato la carta. La Squadra mobile, coordinata dalla pm Chiara Molinari, è risalita alle transizioni recuperando i filmati delle telecamere di videosorveglianza dei negozi.
Le immagini hanno mostrato il giovane con indosso i vestiti che indossava la notte della violenza in via Cecchi. Gli investigatori hanno mostrato i frame alla vittima che lo ha subito riconosciuto. Contro di lui, anche la prova del cellulare che ha agganciato le celle di quella zona di Torino solo nella notte incriminata. La polizia e la pm hanno chiesto per il giovane la misura di custodia cautelare in carcere, eseguita nei giorni scorsi e ormai convalidata.