Per gli studenti che sono rientrati dalla Cina non saranno i genitori a decidere se dovranno tornare o meno a scuola. A spiegarlo è il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, che intervistata dalla Stampa precisa che saranno i medici a decidere se gli studenti dovranno restare a casa o tornare in classe. Azzolina, in particolare, si sofferma sulla nuova circolare per le scuole sul Coronavirus, con l’obiettivo di spiegare che non saranno i presidi o i genitori degli stessi studenti a dover decidere. Una questione che sarebbe dunque “medica e non scolastica”, assicura ancora il ministro dell’Istruzione. Azzolina assicura anche che non ci sarà nulla di cui preoccuparsi: “Nessun pericolo – sottolinea – perché ci sarà un monitoraggio quotidiano degli studenti di ritorno dalla Cina. Non da parte delle scuole, ma delle Asl di riferimento. La questione è medica e non scolastica”.

Cosa prevede la nuova circolare sul Coronavirus

Il ministero della Salute ha aggiornato la circolare del primo febbraio sulle indicazioni per gli studenti e i docenti di ritorno dalla Cina. In seguito alla crescita della diffusione del virus, si spiega, è “previsto il rientro di studenti che si trovano attualmente in Cina”. La circolare riguarda i bambini che frequentano i servizi educativi e tutti gli studenti fino alle scuole superiori, “di ogni nazionalità”, che sono stati in Cina nei 14 giorni precedenti al loro arrivo in Italia. Sono le Asl, come emerge dalla circolare, a effettuare la sorveglianza che viene attivata dal dirigente scolastico su segnalazione della famiglia.

Assenze giustificate per 14 giorni per chi torna dalla Cina

Agli studenti rientrati in Italia viene data la possibilità di rimanere a casa per 14 giorni, potendo usufruire di assenza giustificate. Sul sito del ministero della Salute si spiega: “Fermo restando il diritto inalienabile di bambini e ragazzi, di qualsiasi nazionalità, di frequentare liberamente e regolarmente la scuola in assenza di evidenti e conclamate controindicazioni di carattere sanitario, in uno spirito di massima precauzione, il Dipartimento favorisce una “permanenza volontaria fiduciaria” a casa sino al completamento del periodo di 14 giorni dalla partenza dalla Cina”. Al ministero dell’Istruzione spetta, invece, emettere un apposito provvedimento per dare indicazione ai dirigenti scolastici per considerare “giustificate” queste eventuali assenze.