Sul Coronavirus si riaccende lo scontro politico tra maggioranza e opposizione. A scatenare la polemica è la capogruppo al Senato di Forza Italia, Anna Maria Bernini, che si rivolge al viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, dicendosi preoccupata perché lo stesso esponente del governo ha viaggiato sull’aereo che ha rimpatriato gli italiani presenti a Wuhan, tra cui anche una persona infetta e ora ricoverata allo Spallanzani di Roma. “Leggo le dichiarazioni del viceministro Sileri, secondo cui sarà allungata di qualche giorno la quarantena alla Cecchignola per tutti i nostri connazionali che sono stati in contatto con il paziente italiano risultato positivo al Coronavirus dopo qualche giorno dal rientro dalla Cina. Mi chiedo preoccupata – e lo feci presente inascoltata lunedì sera al vertice di Palazzo Chigi – perché lo stesso Sileri, che ha fatto con loro il viaggio di ritorno in aereo da Wuhan, non è stato sottoposto alle stesse misure precauzionali, visto che ha trascorso molte ore insieme al giovane contagiato che, pur avendo già contratto il virus, era asintomatico”, afferma Bernini. La senatrice di Forza Italia ribadisce: “È una domanda che mi sento di porre alle autorità sanitarie, e spero di essere rapidamente rassicurata”.

La replica ‘sanitaria’ di Sileri

La replica del viceministro della Salute arriva attraverso un lungo post su Facebook. Sileri si sofferma prima sugli aspetti sanitari: “Esistono protocolli severi, condivisi e rispettati da tutti coloro che ogni giorno rischiano la propria incolumità per aiutare gli altri, per senso di DOVERE, qualunque esso sia. PROTOCOLLI del mondo scientifico. Sarebbe come dire che non siamo in grado di gestire emergenze, che lo Stato è insicuro che non garantisce. Che tutti coloro che con coraggio hanno lavorato a questa operazione ne hanno sottovalutato i rischi. Che i protocolli di massima sicurezza non la garantiscono. Ed allora coloro che quotidianamente gestiscono infezioni in ospedale, che tentano e spesso salvano i nostri pazienti, in sala operatoria, nelle terapie intensive, nelle oncoematologie, nei reparti di isolamento in generale come anche quelli dello Spallanzani, allora potrebbero essere un rischio nonostante i PROTOCOLLI? Assolutamente no. Protocolli che garantiscono la massima sicurezza possibile”.

La replica personale del viceministro della Salute

Sileri parla anche di se stesso, rispondendo da un punto di vista più personale alla polemica sollevata dalla capogruppo di Fi al Senato: “Posso solo aggiungere altre due cose: la prima è la foto allegata e sicuramente per lui non prenderei alcun rischio che non sia controllato”, scrive riferendosi alla foto di suo figlio sul letto. “E lui non è diverso dai 4 neonati che abbiamo riportato – continua il viceministro -. Anzi ne avevo proprio uno a poca distanza anche se separato da un telo (in aereo la nostra zona era separata anche!). Mi ha svegliato durante il volo di ritorno da Wuhan. Nel dormiveglia l’ho scambiato per mio figlio dal timbro del pianto. Ma era un connazionale cinese. Ed ho scoperto che a quell’età piangono e ‘parlano’ nella stessa maniera. Non ci avevo mai fatto caso. L’ho imparato lì. E questo ha confermato la mia consapevolezza che ognuno di quei neonati poteva essere mio figlio e doveva tornare a casa”. C’è poi un secondo aspetto, su cui Sileri conclude il suo post: “La seconda cosa, forse meno interessante del resto, il tampone del sottoscritto ed il test per il nuovo coronavirus è Negativo. Quindi serena. Possiamo salutarci anche con contatto e magari tutti insieme andare a cena in un ristorante cinese, così conosci la mia famiglia e, sono sincero, mi farebbe piacere”.