Confindustria: “Il protrarsi della cassa integrazione e del blocco licenziamenti? Errore profondo”

Il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, torna ad attaccare il governo e le misure messe in campo contro l'epidemia di coronavirus e la conseguente crisi economica. "Per le imprese, restare ancorati all'idea della Cig è in molti casi un errore profondo. Più si protrae nel tempo il binomio ‘Cig per tutti-no licenziamenti' più gli effetti di questo congelamento potrebbero essere pesanti, in termini sociali e per le imprese", afferma in una lettera interna inviata oggi a tutti presidenti del sistema di rappresentanza degli industriali. Pur riconoscendo che il governo si sia trovato ad affrontare un'emergenza di una portata epocale, Bonomi sostiene che tutte le misure varate finora non abbiano in alcun modo stimolato la crescita dell'economia italiana: "Seppur vero che nessuno era preparato a gestire gli effetti di una pandemia di questa natura è altrettanto vero che tutti i provvedimenti messi in campo in questi mesi, che hanno impegnato risorse ingenti per circa 100 miliardi di euro, non hanno sciolto alcun nodo che imbriglia la crescita del nostro Paese", sottolinea.
"Recovery Fund non è un bancomat"
E ancora: "I numerosi interventi specifici, i bonus frammentati e i nuovi fondi accesi presso ogni ministero, non sono stati certo la risposta articolata ed efficace che ci aspettavamo". Il numero uno di Confindustria accusa ancora una volta il governo di non avere una visione futura: "L'incertezza del Paese è figlia della mancanza di una visione complessiva, basata su chiare priorità strategiche e su scelte conseguenti e necessarie per il decollo del Paese".
Bonomi parla anche delle misure messe in campo da Bruxelles. E avverte: "Il Recovery Fund non è un bancomat illimitato per ogni tipo di misura", per cui il governo ha il "dovere di presentare delle proposte concrete, mettendo da parte ogni pregiudizio antieuropeista". Come quello sul Meccanismo europeo di stabilità definisce "più che mai necessario". Quindi ribadisce che le risorse dell'Unione europea non devono essere usate per "bonus a pioggia, conferme di Quota 100 o per tagli alle tasse non sostenuti da revisioni della spesa".
L'accusa di "derubare i giovani"
Il presidente di Confindustria si scaglia contro il Paese, sostenendo che si stiano derubando le giovani generazioni rendendo sempre più insostenibile l'elevato debito pubblico: "Un Paese che deruba le giovani generazioni con un welfare squilibrato sulla previdenza e che le priva della formazione di base e permanente necessaria di fronte all'evolversi delle tecnologie, è un paese che rende ancor meno sostenibile il suo debito. L'ingiustizia tra generazioni accresce le fratture sociali: ce l'ha ricordato Draghi e in molti hanno finto di applaudirlo visto che in concreto poi vogliono il contrario".
La polemica con i sindacati
Poi la riflessione sulle polemiche con le parti sociali: "All'accusa che i leader sindacali hanno rivolto a Confindustria di non volere i contratti abbiamo risposto con chiarezza che Confindustria i contratti li vuole sottoscrivere e rinnovare. Solo che li vogliamo ‘rivoluzionari'". L'incontro tra sindacati e Confindustria è previsto per il prossimo 7 settembre. Bonomi prosegue sottolineando di voler scardinare il vecchio scambio di inizio Novecento tra salari e orari: "Non perché siamo rivoluzionari noi, aggettivo che proprio non ci si addice, ma perché nel frattempo è il lavoro e sono le tecnologie, i mercati e i prodotti, le modalità per produrli e distribuirli, ad essersi rivoluzionati, tutti e infinite volte rispetto a decenni fa".