video suggerito
video suggerito
Sub italiani morti alle Maldive

Italiani morti alle Maldive, recuperati due dei quattro corpi bloccati nella grotta di Dhekunu Kandu

Sono stati recuperati due dei quattro corpi dei sub italiani deceduti durante un’immersione alle Maldive, individuati nel sistema di cavità sommerse di Dhekunu Kandu. Lo riportano media locali. Dan Europe: “Operazione di elevata complessità”. Intanto, proseguono le indagini su cause e responsabilità della tragedia.
A cura di Eleonora Panseri
0 CONDIVISIONI
Le cinque vittime dell’incidente alle Maldive: Monica Montefalcone e sua figlia, Giorgia Sommacal, Gianluca Benedetti, Muriel Oddenino e Federico Gualtieri.
Le cinque vittime dell’incidente alle Maldive: Monica Montefalcone e sua figlia, Giorgia Sommacal, Gianluca Benedetti, Muriel Oddenino e Federico Gualtieri.
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

Sono stati recuperati due dei quattro corpi dei sub italiani deceduti durante un'immersione alle Maldive. La notizia viene riportata dai media locali. Dopo giorni di incessanti ricerche, ieri le salme sono state individuate nella grotta di Dhekunu Kandu.

La professoressa Monica Montefalcone, sua figlia Giorgia Sommacal, il neo laureato Federico Gualtieri e la ricercatrice Muriel Oddenino sarebbero rimasti intrappolati nella parte più profonda della grotta.

"Oggi iniziamo il recupero, è pianificato per oggi. Il piano è sperare di recuperare due dei quattro corpi, e gli altri due forse verranno recuperati domani. La missione dovrebbe iniziare tra 20 minuti, quindi siamo quasi pronti a iniziare questa fase", ha dichiarato in mattinata il portavoce del governo delle Maldive Mohammed Hussain Sharif a Rainews24.

"Come sapete quando li hanno trovati, i corpi erano tutti insieme e si trovavano nel terzo settore della grotta. Il piano è cercare insieme ai sub finlandesi, alla guardia costiera e alla polizia di portarli in superficie", ha aggiunto.

"Esperti di Dan Europe stanno entrando nelle grotte" e li tireranno fuori, "a quel punto i sub della Guardia Costiera li porteranno dai 30 metri ai 7 metri e dopo questa fase ci saranno le ultime operazioni e verranno portati completamente in superficie".

Dan Europe sul recupero dei corpi: "Operazione di elevata complessità"

"Le prossime operazioni di recupero saranno condotte per fasi successive, con finestre operative limitate e un'impostazione estremamente prudente, alla luce dell'elevata complessità dell'ambiente subacqueo", ha riferito in una nota Divers Alert Network Europe, l'organizzazione internazionale che sta partecipando alle operazioni.

Le incognite infatti sono tante e potrebbero creare inconvenienti inaspettati. La durata indicativa di ciascun intervento sarà di circa tre ore, ma le tempistiche effettive dipenderanno anche dalle condizioni riscontrate in grotta.

Al team di tre subacquei finlandesi di Dan Europe, che ieri si sono immersi nelle acque di Alimathà, nell'atollo di Vaavu, si sono uniti anche sub maldiviani che conoscono il contesto locale e supportano il dispositivo di recupero.

Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist, i tre sub finlandesi arrivati alle Maldive per il recupero dei corpi degli italiani.
Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist, i tre sub finlandesi arrivati alle Maldive per il recupero dei corpi degli italiani.

La squadra ha usato sistemi tecnici avanzati, tra cui potenti scooter subacquei e rebreather, un sofisticato ‘autorespiratore' che ricicla il gas espirato, rimuovendo l'anidride carbonica tramite un filtro e reintegrando l'ossigeno consumato.

L'ingresso della grotta si trova tra i 55 e i 60 metri e presenta passaggi stretti, cunicoli e un forte rischio di sollevamento del sedimento che può azzerare la visibilità imponendo l'interruzione immediata della missione. Per questo dal team fanno sapere che sarà necessario operare "preservando la sicurezza dei soccorritori in ogni fase del recupero".

Pochi giorni fa e proprio è morto per malattia da decompressione Mohamed Mahudhee, sergente maggiore delle Forze di difesa nazionali delle Maldive (MNDF) che partecipava alle operazioni di ricerca per il recupero dei corpi dei sub italiani morti giovedì 14 maggio durante l'immersione.

L'immersione di lunedì 18 maggio è durata circa 3 ore e la squadra ha esplorato le cavità, valutato le condizioni ambientali e operative, localizzato le vittime e raccolto le informazioni necessarie per pianificare le prossime fasi. In superficie è stata attivata anche una barca-ambulanza con la presenza di un medico iperbarico.

I prossimi giorni saranno dedicati alle delicate procedure di recupero. Intanto, a quanto si apprende, la salma del primo sub ad essere recuperato, Gianluca Benedetti, dovrebbe rientrare oggi in Italia con un volo di Turkish Airlines, via Istanbul.

Proseguono le indagini, verifiche sulle autorizzazioni per l'immersione

Nel frattempo proseguono le indagini per accertare le cause della tragedia che ha portato alla morte dei cinque sub e stabilire si ci siano responsabilità. Sotto la lente, oltre alle attrezzature, ci sono anche le autorizzazioni.

In un'intervista al Corriere della Sera Hussain Shareef sostiene che nella lista del team di ricerca non comparirebbero i nomi del capobarca Benedetti e di Sommacal. Una circostanza su cui il tour operator verbanese Albatros Top Boat sottolinea – attraverso la sua legale Orietta Stella – che "il permesso di cui si parla non è per le immersioni, ma per l'attività scientifica".

Sulla questione è intervenuta anche l'Università di Genova che ribadisce: "L'attività di immersione subacquea, nel corso della quale si è verificato l'incidente, non rientrava nelle attività previste dalla missione scientifica, ma è stata svolta a titolo personale".

"Per quanto riguarda le autorizzazioni alle immersioni, espressamente vietate dall'Ateneo – aggiunge l'università -, si precisa che le richieste presentate alle autorità maldiviane sono state evidentemente formulate al di fuori del perimetro della missione autorizzata".

Carlo Sommacal, papà di Giorgia e marito di Montefalcone, ha detto di non credere "assolutamente" che non ci fossero le autorizzazioni anche "per mia figlia. Non credo a tutto questo", tanto "poi domani diranno c'erano le autorizzazioni per due e non per tre".

"Mia moglie amava mia figlia e mio figlio. Se c'era una immersione rischiosa non ti ci portava. – ha aggiunto ancora – Era una persona preparatissima ed espertissima, oltre che coscienziosa e tutti sapevano che andavano lì e per cosa andavano. Stanno scaricando la responsabilità. Ora mi interessa solo riportare mia moglie e mia figlia a casa". 

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views