
Trump ha annunciato di aver sospeso un attacco imminente all'Iran in programma oggi su richiesta degli alleati del Golfo perché sono in corso "colloqui seri". Il Presidente Usa Trump ha riferito di aver deciso di rinviare l'attacco all'Iran di due o tre giorni dopo che i leader degli stati del Golfo gli avevano assicurato che "si sarebbe raggiunto un accordo". "Teheran ha un tempo limitato, al massimo inizio prossima settimana" aggiunge. Teheran: “Asse della resistenza è più coeso che mai”. Qatar: "Serve più tempo per le trattative" G7: "Imperativo riaprire Hormuz e risolvere la guerra in Iran". Israele bombarda il Libano e continua il sequestro delle navi della flottiglia dirette a Gaza.
Media: "USA verso riduzione delle forze a disposizione della Nato durante crisi"
L'amministrazione Trump comunicherà agli alleati della Nato che ridurrà le forze americane disponibili per l'Alleanza durante le crisi. Lo riporta Reuters sul suo sito citando alcune fonti, secondo le quali il Pentagono vuole ridimensionare significativamente il suo impegno. Nell'ambito del ‘Nato Force Model', i paesi dell'Alelanza individuano insieme le forze disponibili che potrebbero essere usate durante un conflitto o una grave crisi, come un attacco a membro Nato. L'annuncio è atteso venerdì.
Libano: "Almeno 10 morti in un raid israeliano nel sud"
Un attacco israeliano nel sud del Libano, avvenuto oggi, ha causato la morte di almeno 10 persone, tra cui tre donne e tre bambini, secondo quanto riferito dal ministero della Salute, nonostante il cessate il fuoco nella guerra tra Israele e Hezbollah. "Un attacco aereo israeliano sulla città di Deir Qanun al-Nahr, nel distretto di Tiro, ha provocato un bilancio iniziale di 10 martiri, tra cui tre bambini e tre donne, oltre a tre feriti, tra cui un bambino", ha dichiarato il ministero in un comunicato, definendolo un "massacro".
Wsj: "USA e Israele pronti a nuovo attacco in pochi giorni"
Gli Stati Uniti e Israele sono pronti a sferrare nuovi attacchi contro l'Iran "entro pochi giorni" .Lo riferiscono al Wall Street Journal fonti ben informate, secondo cui le operazioni belliche potrebbero riprendere già la prossima settimana.
Erdogan: "Israele vuole continuare conflitti nella regione"
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha avuto una conversazione telefonica con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. "La conversazione – si legge in un comunicato della presidenza turca – ha riguardato le relazioni tra Turchia e Unione europea e gli sviluppi regionali e globali. Erdogan ha affermato che la Turchia si sta adoperando per mantenere il cessate il fuoco e garantire la pace nel conflitto nella nostra regione, e che lo Stretto di Hormuz dovrebbe essere riaperto il prima possibile". Erdogan "ha affermato che Israele desidera la continuazione dei conflitti nella nostra regione, continua a violare il diritto internazionale, compresa la pirateria, e che è essenziale aumentare la pressione internazionale su Israele".
Khamenei: "Garantire a paese status di grande potenza attraverso crescita demografica"
Il leader supremo Ayatollah Mojtaba Khamenei esorta gli iraniani a garantire al Paese lo status di grande potenza facendo crescere la propria popolazione, in un messaggio postato su X in risposta agli auguri di attivisti pro-natalità. "Perseguendo seriamente la politica corretta e necessaria della crescita demografica, la grande nazione iraniana sarà in grado di svolgere un ruolo di primo piano e compiere balzi strategici in futuro', si legge.
Telefonata Erdogan-Von der Leyen: "Riaprire subito Hormuz"
Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha avuto una conversazione telefonica con la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, durante la quale ha ribadito l'impegno di Ankara "per il mantenimento del cessate il fuoco e per l'instaurazione della pace nei conflitti regionali" e ha affermato che "lo Stretto di Hormuz dovrebbe essere riaperto immediatamente". Lo riferisce una nota della presidenza turca. Von der Leyen, da parte sua, ha parlato su X di una telefonata "molto positiva" con Erdogan e ha sottolineato che "la Turchia e' un partner chiave in una regione in subbuglio". "I nostri interessi convergono: mantenere aperte le rotte commerciali, garantire il flusso di energia e stabilizzare le catene di approvvigionamento", ha aggiunto Von der Leyen, "continueremo a lavorare a stretto contatto su queste priorita'".
Wsj: "USA sequestrano petroliera sanzionata"
Le forze degli Stati Uniti hanno sequestrato nell'Oceano Indiano una petroliera che trasportava greggio iraniano. Lo riferiscono funzionari Usa al Wall Street Journal. La petroliera, denominata Skywave, era stata sanzionata da Washington lo scorso marzo per il suo ruolo nel trasportare greggio iraniano e sarebbe stata caricata con oltre un milione di barili lo scorso febbraio presso il terminale iraniano dell'isola di Kharg.
"Trump ha incontrato lunedì sera i suoi consiglieri alla sicurezza sull'Iran"
Donald Trump ha convocato lunedì sera i suoi consiglieri alla sicurezza nazionale sull'Iran. Lo riporta Axios, sottolineando che la riunione si è tenuta poche ore dopo che il presidente aveva annunciato di aver sospeso l'attacco pianificato per martedì. La riunione ha incluso anche un briefing sulle opzioni militari. Secondo quanto riferito da alcuni funzionari, Trump non aveva deciso di attaccare prima di annunciare la sospensione del raid.
Al Jazeera: "Il segretario generale delle Nazioni Unite discute con Rubio la chiusura di Hormuz"
Secondo quanto riferito dal Dipartimento di Stato americano, il Segretario di Stato statunitense Marco Rubio ha discusso con il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres della situazione nello Stretto di Hormuz. I due hanno discusso degli sforzi compiuti dagli Stati Uniti per impedire all'Iran di posizionare mine e imporre pedaggi nello stretto, inclusa una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite in merito alla questione. "Il Segretario ha sottolineato il sostegno schiacciante di un'ampia base di membri delle Nazioni Unite a questi sforzi", ha dichiarato in un comunicato il portavoce del Dipartimento di Stato, Tommy Pigott.
Iran: "Israele pronto a unirsi a potenziale attacco Usa"
La leadership politica israeliana si aspetta e si dichiara pronta a partecipare a un attacco statunitense contro l'Iran, anche dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato di aver annullato un attacco previsto per oggi perché alcuni Paesi del Golfo lo avrebbero convinto che fosse possibile raggiungere un accordo con Teheran. Lo ha riferito l'emittente israeliana Channel 12. Secondo quanto riportato, i funzionari dello stato ebraico sono convinti che l'annuncio di Trump abbia solo ulteriormente ristretto le sue opzioni, valutando che, a meno che Teheran non presenti una proposta significativamente migliorata – cosa che le autorità israeliane reputano improbabile – il presidente sarà alla fine costretto a rispondere militarmente. Il servizio ha indicato diversi sviluppi che suggeriscono una preparazione rafforzata per un attacco americano e ha aggiunto che Israele probabilmente si coordinerà con gli Stati Uniti per una possibile operazione.
Rubio: "Uranio Teheran in Russia non è nei nostri piani"
L'acquisizione da parte della Russia dell'uranio arricchito iraniano nell'ambito dei negoziati per porre fine alla guerra "non è attualmente" nei piani degli Stati Uniti. Lo ha detto il vicepresidente Usa JD Vance in un briefing con i giornalisti alla Casa Bianca. "Non è attualmente nei nostri piani. Non lo è mai stato. Ho letto alcune notizie in merito, ma non so da dove provengano", ha dichiarato Vance, suggerendo che un accordo di questo tipo incontrerebbe probabilmente la resistenza sia di Washington che di Teheran. "Quindi, al momento non è nei piani del governo degli Stati Uniti. Gli iraniani non ne hanno parlato. Ho l'impressione che non sia qualcosa che entusiasmerebbe particolarmente gli iraniani, e so che nemmeno il presidente lo è", ha aggiunto.
Vance: "Iraniani non hanno idee chiare e Paese è frammentato"
Le difficoltà dei negoziati con l'Iran risiedono anche nel fatto che "gli iraniani stessi non hanno le idee chiare sulla direzione da intraprendere, inoltre sono un Paese frammentato". Lo ha detto il vicepresidente Usa JD Vance in un briefing con i giornalisti alla Casa Bianca. "C'è la leadership del Paese, c'è la Guida Suprema, e ci sono molti funzionari al di sotto della Guida Suprema che hanno una certa influenza nei negoziati. A volte non è del tutto chiaro quale sia la posizione negoziale della squadra", ha aggiunto. "Posso affermare con certezza che a volte è difficile capire esattamente cosa gli iraniani vogliano ottenere dai negoziati", ha concluso.
Kallas: “L’Ue ha poca leva su Israele, manca unità tra Stati membri”
La situazione nella Striscia di Gaza “rimane terribile” e l’Unione europea “non ha molta leva su Israele, neppure con le misure attualmente sul tavolo, perché non siamo uniti”. Lo ha dichiarato l’Alta rappresentante Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, intervenendo al Parlamento europeo durante un’interrogazione sulla strategia dell’Ue per la crisi in Medio Oriente.
Kallas ha sottolineato come il quadro sia ulteriormente complicato dalla posizione degli Stati Uniti, che “sostengono Israele con tutto quello che fa”, rendendo più difficile l’azione europea nel contesto delle relazioni transatlantiche attuali.
Rispondendo alle critiche sui contatti con la controparte israeliana, l’Alta rappresentante ha difeso il proprio operato spiegando che tali interlocuzioni sono necessarie per riferire ciò che emerge dai confronti con Parlamento e Stati membri.
Secondo Kallas, il nodo principale resta però interno all’Unione: “Il problema è il modo in cui lavoriamo”, ha affermato, ricordando che per assumere decisioni in politica estera è necessaria una maggioranza qualificata o il consenso unanime degli Stati membri, condizione che al momento non si è riusciti a raggiungere.
Rubio venerdì in Svezia per riunione ministri Esteri NATO
Il segretario di Stato degli Stati Uniti, Marco Rubio, si recherà in Svezia venerdì per partecipare alla riunione dei ministri degli Esteri della NATO e discutere la distribuzione degli oneri all'interno dell'alleanza atlantica per rafforzarne la difesa. Lo ha dichiarato il Dipartimento di Stato. "Il segretario di stato Marco Rubio si recherà a Helsingborg il 22 maggio per partecipare alla riunione dei ministri degli Esteri della Nato, dove discuterà la necessità di aumentare gli investimenti nella difesa e una maggiore condivisione degli oneri all'interno dell'alleanza atlantica", si legge nella nota. Rubio dovrebbe inoltre avere incontri bilaterali con il primo ministro svedese Ulf Kristersson e con il segretario generale della Nato Mark Rutte, ha aggiunto il Dipartimento.
Vance: "Penso che abbiamo fatto molti progressi con l'Iran"
Donald Trump "ci ha detto di negoziare in modo aggressivo con l'Iran e per questo sono andato a Islamabad. Riteniamo di aver fatto molti progressi con l'Iran". Lo ha detto il vicepresidente JD Vance, sottolineando che gli Stati Uniti "non vogliono alcun accordo che consenta all'Iran di possedere un'arma nucleare".
Teheran: “Trump capisce solo il linguaggio del potere”
Il presidente della commissione parlamentare iraniana per la sicurezza nazionale, Ebrahim Azizi, ha affermato che il “potere è l’unico linguaggio” che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sarebbe in grado di comprendere, in un messaggio pubblicato su X.
Secondo Azizi, la presunta esitazione di Trump nei confronti dell’Iran sarebbe legata alla consapevolezza delle possibili conseguenze di un’azione militare. “Sa che qualsiasi mossa contro l’Iran significherebbe affrontare una risposta militare decisa e una nazione unita”, ha dichiarato.
Il parlamentare iraniano ha inoltre sostenuto che l’ex presidente americano non sarebbe interessato agli sforzi di mediazione dei Paesi del Golfo Persico, affermando: “Ovviamente non gli interessa la mediazione dei capi di Stato del Golfo Persico”.
Uk, Cooper: “Il blocco di Hormuz può spingere verso una crisi alimentare globale”
La ministra degli Esteri britannica Yvette Cooper ha lanciato un forte allarme sulle possibili conseguenze economiche e umanitarie legate al blocco iraniano dello Stretto di Hormuz, avvertendo del rischio di una deriva che potrebbe “scivolare inconsapevolmente verso una crisi alimentare globale”.
Intervenendo a una conferenza umanitaria a Londra, Cooper ha descritto un quadro di forte tensione per il commercio internazionale, sostenendo che la chiusura della rotta stia già avendo effetti a catena sulle forniture globali. “Il petrolio da riscaldamento per l’Asia è bloccato nello Stretto, i fertilizzanti per l’Africa sono bloccati nello Stretto, 20 mila marittimi e 800 navi sono semplicemente bloccati”, ha dichiarato.
Secondo la ministra, la situazione sta di fatto “tenendo in ostaggio l’economia globale”, con i Paesi del Sud del mondo che, a suo avviso, stanno già “pagando il prezzo più alto”. I mercati internazionali, ha aggiunto, temono ripercussioni sulla produzione agricola, con raccolti più deboli e un possibile aumento dei prezzi alimentari.
Cooper ha quindi sottolineato la necessità di un intervento urgente, avvertendo che “non possiamo permettere che decine di milioni di persone soffrano la fame perché l’Iran ha sequestrato una rotta marittima internazionale”. Ha infine chiesto misure coordinate sui mercati dei fertilizzanti e un’azione congiunta delle banche multilaterali di sviluppo.
Emirati Arabi Uniti: intercettati sei droni in 48 ore, “nessun danno alle infrastrutture”
Gli Emirati Arabi Uniti hanno reso noto di aver intercettato e neutralizzato sei droni nel corso delle ultime 48 ore, sostenendo che i velivoli senza pilota avrebbero tentato di colpire sia obiettivi civili sia infrastrutture considerate strategiche nel Paese.
Il Ministero della Difesa emiratino ha riferito che tutte le operazioni di abbattimento sono andate a buon fine e che non si registrano vittime né conseguenze per la sicurezza delle infrastrutture critiche nazionali.
La notizia è stata riportata da Iran International.
Il traffico nello Stretto di Hormuz è raddoppiato in una settimana
Il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz mostra segnali di ripresa dopo settimane di forte rallentamento legato alle tensioni regionali tra Iran, Israele e Stati Uniti. Tra l'11 e il 17 maggio almeno 54 navi hanno attraversato il passaggio strategico tra Golfo Persico e Oceano Indiano, contro le 25 registrate nella settimana precedente. Lo riferisce Lloyd's List Intelligence, secondo cui i flussi restano comunque inferiori ai livelli precedenti alla guerra. Tra le imbarcazioni transitate figurano petroliere, metaniere, navi cargo, portacontainer e unita' di supporto logistico, segnale che il traffico commerciale continua a utilizzare lo Stretto nonostante il permanere di elevati rischi operativi e assicurativi nella regione.
IDF ordinano l’evacuazione di 12 villaggi nel Sud del Libano
Le Forze di Difesa Israeliane hanno emesso avvisi di evacuazione per 12 villaggi e cittadine nel sud del Libano, in vista di imminenti raid aerei contro obiettivi di Hezbollah.
Secondo l'esercito israeliano, i residenti di Nabatiyeh at-Tahta, Habboush, al-Bazouriyah, Tayr Debba, Kfar Houneh, Ain Qana, Libbaya, Jibshit, ash-Shehabiyah, Burj al-Shamali e Houmine al-Faouqaare devono allontanarsi di almeno un chilometro dalle proprie abitazioni per motivi di sicurezza.
Il portavoce delle Idf in lingua araba, il colonnello Avichay Adraee, ha avvertito che "chiunque si trovi vicino a operativi, infrastrutture o mezzi di combattimento di Hezbollah mette a rischio la propria vita", accusando il gruppo di continuare a violare gli accordi di cessate il fuoco.
Trump: “Xi mi ha promesso che non invierà armi all’Iran. Gli credo”
“Se dovessimo lasciare ora, all’Iran servirebbero 25 anni per ricostruire. Ma non lasciamo: vogliamo fare le cose per bene”. Lo ha detto Donald Trump, sottolineando che i missili di Teheran “sono esauriti all’82%. Stimiamo che la loro capacità produttiva sia molto ridotta, poiché li abbiamo colpiti. La loro marina è stata annientata. Il presidente Xi mi ha promesso che non invierà armi all’Iran. Gli credo sulla parola”, ha messo in evidenza Donald Trump.
Trump: “La guerra all’Iran, ci vuole troppo tempo a spiegarne i motivi”
“Tutti mi dicono che la guerra con l’Iran non è popolare, ma io penso che lo sia eccome”. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, parlando ai giornalisti dal cantiere della ‘ballroom’ della Casa Bianca. “Non ho abbastanza tempo per spiegare la guerra alla gente – ha aggiunto – Sono troppo impegnato a portarla a termine”.
Bloomberg: "Nato valuta una missione nello Stretto di Hormuz: piano in discussione tra gli alleati"
La Nato sta valutando la possibilità di assistere le navi commerciali nel transito attraverso lo Stretto di Hormuz nel caso in cui la rotta marittima non venga riaperta entro l’inizio di luglio. A riferirlo è Bloomberg, che cita un alto funzionario dell’Alleanza Atlantica.
Secondo quanto emerso, l’ipotesi avrebbe già ottenuto il sostegno di diversi Paesi membri, anche se manca ancora l’unanimità necessaria per procedere formalmente. Un diplomatico di uno Stato appartenente alla Nato ha spiegato che il confronto tra gli alleati è ancora in corso.
Sul tema è intervenuto anche Alexus Grynkewich, comandante supremo alleato in Europa della Nato, che durante una conferenza stampa ha confermato l’esistenza delle valutazioni interne. “Prima arriva l’indirizzo politico, poi la pianificazione formale”, ha dichiarato, aggiungendo: “Ci sto pensando? Assolutamente”.
Finora, i Paesi dell’Alleanza avevano sostenuto che un eventuale intervento nello Stretto di Hormuz sarebbe stato preso in considerazione solo dopo la fine dei combattimenti e attraverso una coalizione più ampia, aperta anche a Stati non appartenenti alla Nato.
Al momento, un portavoce della Nato non ha rilasciato commenti ufficiali sulla questione.
Trump: "All'Iran un tempo limitato, 2-3 giorni, forse inizio prossima settimana"
All'Iran Donald Trump concede "un periodo limitato": "2-3 giorni, forse fino all'inizio della settimana". Lo ha detto il presidente americano ribadendo che l'Iran non può avere l'arma nucleare. "Non ho dubbi che la userebbe. Sarebbe un olocausto nucleare. Non consentirò che questo accada sotto i miei occhi", ha aggiunto Trump. "Sono stato chiamato ieri e mi è stato chiesto" di cancellare l'attacco perché si è vicini a un accordo. Ho sentito questo anche in passato e poi hanno cambiato idea", ha spiegato il presidente facendo riferimento alla chiamata di Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.
Trump: "Spero non ci sia guerra con l'Iran ma potremmo dover infliggere un colpo"
"Dobbiamo assicurarci che l'Iran non abbia l'arma nucleare". Lo ha detto Donald Trump. "Spero non dovremo fare la guerra, ma potremmo dover infliggere loro un altro duro colpo", ha aggiunto il presidente che ieri ha annunciato di aver sospeso un attacco contro l'Iran su richiesta di Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.
Bankitalia, Panetta: "Attualmente c'è uno shock di offerta"
Attualmente c'è una "situazione in cui l'economia globale è presa tra due forze" che tecnicamente vengono definite "shock di offerta". Lo ha detto il governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, a margine del G7 Finanza a Parigi. Una forza è "negativa, la crisi dell'energia, che frena la crescita e aumenta le pressioni inflazionistiche. L'altra è l'intelligenza artificiale, che ha l'effetto diametralmente opposto, quindi sostiene la crescita e comprime attraverso i guadagni di produttività l'inflazione", ha detto Panetta. La forza che "vincerà", andrà a determinare "le politiche sia fiscali sia economiche ma soprattutto la politica monetaria", ha dichiarato il governatore, spiegando che è "un problema di tempi". Panetta ha poi affermato che "i temi che si sono trattati in questi tre giorni sono stati principalmente l'andamento dell'economia globale che, come potete ben immaginare, è legato alle sorti, alla durata, all'intensità della guerra. E poi alle conseguenze sul settore energetico". "Il secondo argomento importante che è stato trattato in modo abbastanza diffuso è quello degli squilibri globali", ha aggiunto
Damasco, autobomba nel quartiere cristiano: un morto
È di almeno una vittima il bilancio provvisorio dell'esplosione di un'autobomba nel centro di Damasco, capitale della Siria, nei pressi del quartiere a maggioranza cristiano di Bab Sharqi. Lo riferisce l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria e media locali secondo cui l'esplosione è avvenuta di fronte a un edificio appartenente al ministero della Difesa siriano e di fronte alle antiche mura della città.
Ministri degli esteri di 10 Paesi condannano azione Israele contro Flotilla
I ministri degli Esteri di Giordania, Indonesia, Spagna, Pakistan, Brasile, Bangladesh, Turchia, Colombia, Libia e Maldive hanno condannato fermamente gli attacchi israeliani contro la "Global Sumoud Flotilla". In una dichiarazione congiunta, riportata dalla agenzia kuwaitiana Kuna, i ministri hanno espresso profonda preoccupazione per i precedenti interventi israeliani contro flottiglie in acque internazionali e hanno condannato le continue azioni ostili contro navi civili e attivisti umanitari. Inoltre, hanno affermato che gli attacchi, compresi gli assalti alle navi e la detenzione arbitraria di attivisti, costituiscono flagranti violazioni del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario. I ministri hanno espresso grave preoccupazione per la sicurezza dei partecipanti civili alla flottiglia, chiedendo l'immediato rilascio di tutti gli attivisti detenuti e il pieno rispetto dei loro diritti e della loro dignità.
G7: “Imperativo riaprire Hormuz e risolvere la guerra in Iran”
"L'incertezza economica globale ha accentuato i rischi per la crescita e per l'inflazione, in un contesto di conflitto in corso in Medio Oriente, in particolare attraverso le pressioni sulle catene di approvvigionamento di energia, alimenti e fertilizzanti, che colpiscono in modo particolare i paesi più vulnerabili. Per mitigare questi impatti negativi, riconosciamo che un rapido ritorno alla libera e sicura circolazione attraverso lo Stretto di Hormuz e una soluzione duratura del conflitto sono imperativi". Lo si legge nel comunicato finale del G7 Finanze appena concluso a Parigi.
Il bilancio delle vittime in Libano ha raggiunto quota 3.042 morti
Il bilancio delle vittime in Libano ha raggiunto quota 3.042 dall'inizio del conflitto a marzo. Secondo gli ultimi dati del Ministero della Salute libanese, infatti, almeno 3.042 persone sono state uccise in attacchi israeliani in tutto il Libano dal 2 marzo. Nello stesso periodo, altre 9.301 persone sono rimaste ferite.