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Coronavirus
18 Maggio 2021
08:57

Come stanno andando le vaccinazioni nelle Regioni che presto entreranno in zona bianca

Dal primo giugno entreranno in zona bianca Friuli-Venezia Giulia, Molise e Sardegna, dal 7 giugno toccherà ad Abruzzo, Liguria e Veneto. Ma in alcune di queste Regioni la campagna vaccinale procede al rilento, soprattutto per quanto riguarda l’immunizzazione delle fasce d’età più vulnerabili, dai 60enni agli over 80.
A cura di Stefano Rizzuti
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Contestualmente all’approvazione del nuovo decreto Covid il governo Draghi ha annunciato anche l’imminente passaggio in zona bianca per alcune Regioni. Dal primo giugno, se i dati epidemiologici dovessero essere confermati, toccherà a Friuli-Venezia Giulia, Molise e Sardegna (unica Regione italiana che è già stata in zona bianca). Poi, se il trend dei contagi dovesse continuare a seguire questo andamento, dal 7 giugno toccherebbe ad Abruzzo, Liguria e Veneto. Il criterio principale per stabilire la zona bianca deriva dall’incidenza dei casi su 100mila abitanti, con un valore settimanale che deve attestarsi al di sotto dei 50. Non sembra, invece, che si tenga conto dell’andamento della campagna vaccinale per l’ingresso in zona bianca. Come stanno andando le vaccinazioni in queste Regioni candidate a entrare nella fascia con meno restrizioni? Sono state messe al sicuro le fasce d’età più esposte? Proviamo a capirlo valutando i dati aggiornati pubblicati sul portale del Sole 24 Ore .

Le dosi somministrate nelle Regioni che puntano a zona bianca

Il primo dato da analizzare è quello sulle dosi somministrate in rapporto a quelle consegnate. E la Sardegna, prima Regione che entrerà in zona bianca, fa registrare di gran lunga il dato peggiore in Italia: le dosi somministrate corrispondono all’81,5% di quelle consegnate, ben sei punti percentuali al di sotto della penultima in questa particolare graduatoria. Altra Regione che entrerà dal primo giugno in zona bianca è il Friuli-Venezia Giulia: terzultima per dosi somministrate all’88,4%. Al di sotto della media italiana c’è anche l’Abruzzo, candidata alla zona bianca dal 7 giugno: percentuale di dosi somministrate al 90,7%, esattamente due punti sotto la media italiana. Sopra la media troviamo, invece, il Molise (93,7%), la Liguria (95%) e il Veneto (95,8% e seconda in assoluto in Italia).

Le vaccinazioni agli over 80 nelle zone bianche

Andando a vedere le vaccinazioni delle categorie più fragili, le differenze sono sempre maggiori. Per gli over 90 solo il Veneto, tra le potenziali zone bianche, si trova nella metà delle Regioni italiane che vaccinano di più, con il 99,6% di persone a cui è stata data la prima dose. Tutte le altre sono ben al di sotto: Molise 89,4%, Friuli-Venezia Giulia 87,7%, Liguria 85,3%, Abruzzo 85,2% e Sardegna 78,1% (quartultima in Italia). Tra gli 80enni, invece, il Veneto è addirittura prima in Italia (96,2%), mentre sopra il valore medio troviamo Friuli-Venezia Giulia (88,5%) e Molise (88,4%). Sotto la media: Abruzzo 86,9%, Liguria 85,6%, Sardegna 83,6% (sempre quartultima).

Zona bianca, le vaccinazioni per 60enni e 70enni

Tra gli over 70 la situazione cambia poco: il Veneto è ancora la miglior Regione in Italia (83% di persone di quest’età a cui è stata somministrata la prima dose), con il Molise tra le prime con l’80,6%. Bene anche l’Abruzzo al 77%. Molto al di sotto della media italiana troviamo Liguria (quintultima con il 70,6%), Sardegna (quartultima al 69,9%) e Friuli-Venezia Giulia (penultima al 66,9%). Per i 60enni, inoltre, si conferma il trend: il Veneto è ai primi posti (quarta con il 67,9%), il Molise poco dietro con il 65,3%, mentre Liguria (56%) e Abruzzo (54,1%) si trovano intorno ai valori medi italiani. Molto ai di sotto di questa media ci sono Sardegna (49,5%) e Friuli-Venezia Giulia, terzultima con il 41,7%. In conclusione alcune delle Regioni che andranno in zona bianca riapriranno quasi tutto pur non avendo ancora vaccinato gran parte della popolazione più fragile ed esposta al rischio di casi gravi di Covid. Fatta eccezione per Veneto e Molise, che hanno buone percentuali di prime dosi somministrate tra i cittadini dai 60 anni in su.

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